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La risposta del “Comitato NO forno” ad un attivista FIOM-CGIL.

Ecco di seguito il commento apparso sui social:

“Dire stupidaggini social-antiscientifiche, sostenere posizioni di analisi di oltre trent’anni fa, non considerare le centinaia di famiglie operaie, e quelle che hanno bisogno di lavoro, non considerare l’importanza di un quartiere operaio multietnico importante, accanirsi da leoncini da tastiera contro i lavoratori, o contro il sindacato, non solo è indice di non conoscenza, ma anche di presunzione ma anche di insofferenza.( da anziani a cui danno fastidio anche i bimbi) Cornigliano è ,e sarà un grande quartiere operaio, multietnico, e speriamo che con il lavoro, si tornino a riempire gli asili”.

A commenti di questo tenore, che usano la sola arma di chi non può argomentare, la denigrazione – peraltro costanti sui nostri post e che non credo possano essere in buona fede a meno che non si allarghi il campo della buona fede all’ideologia – devo rispondere in modo inequivocabile. Chi insiste e’ purtroppo una persona con una storia nel sociale e non dovrebbe tentare di ridicolizzare il prossimo.

2) Ed ecco la risposta

PRIMA DI DARE DEGLI IDIOTI AGLI ALTRI, BISOGNEREBBE LEGGERE LA RICERCA SCIENTIFICA

C’è chi, con tono arrogante e sprezzante, accusa chi contesta il forno elettrico a Cornigliano di essere antiscientifico, nemico del lavoro, infastidito dai bambini. Peccato che a parlare di rischio ambientale e sanitario non siamo noi, ma la più autorevole ricerca europea sul tema.

Scientific Reports, rivista del gruppo Nature, ha pubblicato nel 2023 lo studio di Badea, Trifu e Darabont: è ad oggi la ricerca scientifica più accreditata in Europa sugli impatti ambientali e sanitari dei forni elettrici ad arco.

I dati parlano chiaro

• Le emissioni di polveri sottili, benzene, metalli pesanti e diossine si propagano fino a tre chilometri

• Anche con filtri moderni, le emissioni pericolose restano

• Gli effetti sanitari ricadono soprattutto su bambini e soggetti fragili

• Lo studio riguarda un forno a un chilometro dalle abitazioni

A Cornigliano si parla di 150-500 metri

Non è ideologia. È scienza. Con revisione tra pari.

E infatti in tutta Europa non esiste un EAF così vicino alle case.

Molti Stati, pur in assenza di una legge UE, non autorizzano questi impianti a meno di uno o due chilometri dagli insediamenti.

L’UE lo prevede, sia con le normative che con il “principio di precauzione” che è basilare nel Trattato del Funzionamento dell’Ue. Ma anche la nostra Costituzione all’articolo 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

Cornigliano è un quartiere operaio, multietnico, vivo. Difenderlo non significa opporsi al lavoro. Significa pretendere lavoro pulito, salute e futuro.

Se qualcuno vuole ridurre tutto a paure o ideologie, legga prima la ricerca scientifica più importante d’Europa. E poi vada a spiegare alle famiglie che vivono a 200 metri da un forno elettrico che devono tacere.

3) Il caso è chiuso

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