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Cara Silvia…….. Cornigliano è di chi ci vive non di chi ci lavora by A. Di Lorenzi

Dai, fate uno sforzo e leggete.

Cara Silvia, Silvia Salis, ti scrivo ma credimi, non avrei nemmeno dovuto farlo. Un po’ perché sono fermamente convinto che non leggerai mai e poi mai queste sconclusionate righe, soprattutto perché non ti sei nemmeno degnata di leggere le righe, ben più importanti delle mie, che ti ha scritto giorni fa la nostra Patrizia Avagnina. Ma, ancora “più soprattutto”, perché quello che sto per scriverti odora fortemente di sconfitta, la mia sconfitta, ovviamente, non certo la tua. Tu hai vinto, Genova ti ha votata e con molta umiltà e convinzione ti ho votata pure io, come ti ha votata mia moglie ed i miei due figli. Anche se, proprio in questi giorni, proprio tu, cara Silvia, Silvia Salis, mi hai fatto comprendere miracolosamente che, oltre alla parole palindrome, esistono pure la “frasi palindrome”, le “espressioni palindrome”, come la tua, agghiacciante più che mai, che toglie a noi, ogni briciolo di speranza: “Ambientalismo dogmatico” oppure “Dogmatismo Ambientale”. Due semplici parole che si rincorrono un po’ a destra e un po’ a sinistra e che in estrema sintesi esprimono lo stesso concetto, chiaro ed univoco:

Il Cornigiotto è un fissato ambientalista.“. Detto questo, noi “Di Lorenzi” ti abbiamo votata non tanto perché sei preparata, oltremodo intelligente, decisa, determinata e perfino carina, ma lo abbiamo fatto semplicemente perché sei stata messa a capo dello schieramento progressista, dello schieramento di sinistra, al quale ho sempre appartenuto ed al quale apparterrò per il resto dei miei giorni tanti o pochi che saranno, con o senza di te. Cara Silvia, Silvia Salis, mi accorgo che hai esattamente l’età di mio figlio, tu sei di Settembre mentre lui è di Maggio, ma sempre del 1985. Ed allora il giochino è facile e fin troppo scontato, ovvio e “banalotto”, nel senso che potresti essere una mia “teorica figlia”. Ed ecco che, se tu fossi stata davvero mia figlia, cara Silvia, Silvia Salis, ti saresti trovata a frequentare l’asilo nido della Scuola Sbarbaro, proprio come i miei figli veri. Uno strano “sliding doors” che ci porta al 1988, quando un giorno mia moglie, andando a prendere i bambini si sente dire dall’insegnante che purtroppo, il pranzo all’aperto con tutti i bambini che era stato deciso di comune accordo è saltato per…cause di forza maggiore. Infatti, una volta sistemato i tavolini sulla grande terrazza della scuola e distribuiti i piattini di plastica, questi ultimi, nel breve volgere di qualche minuto hanno iniziato a riempirsi di lamelle di carbone. “Presto bambini, tutti dentro!!!” Capisci cara Silvia, Silvia Salis? Comprendi cara teorica figlia mia, la repulsione atavica che abbiamo noi di Cornigliano per la siderurgia? Riesci a rendere tangibile, a dare il giusto peso alla diffidenza che possiamo mostrare al primo piazzista di “Folletto” che ci suona alla porta e ci propone un bel forno elettrico da sistemare per l’ennesima volta, davanti a casa nostra? No vero? So che è difficile, ma se a dirtelo è un uomo di sinistra, oppure un “sinistro” come spesso la parte politica avversa ama definirmi, per te fa lo stesso? D’accordo, il mio sarà anche uno “scazzo di sinistra” ma ti posso assicurare che qui a Cornigliano ci sono altrettanti “scazzi di destra”, perché vedi, ormai “tutto si è mischiato a tutto” e la politica è andata a farsi benedire, per trasformarsi in una penosa e triste guerra fra poveri: gli operai che ci accusano di essere contro i posti di lavoro (hai visto mai?) e noi, eterni “sfigati ambientali” perennemente colpiti e immolati sull’altare sacro della siderurgia. Eh già, noi abbiamo la vocazione. “Tutto si è mischiato a tutto” e non si capisce più quale è la testa e dove sta la coda. Che cos’è la destra? Che cos’è la sinistra? E credimi cara Silvia, Silvia Salis, non è la solita frase qualunquista e populista…”tanto son tutti uguali”: in questo caso specifico, mai come oggi, qui a Cornigliano siamo diventati tutti uguali. Faremo un po’ di baccano, questo te lo dico fin d’ora, soprattutto per le innumerevoli supercazzole che ci avete propinato in questi giorni ma, ancora di più, per le meschine accuse provenienti dal mondo operaio organizzato, le accuse più vigliacche e ricattatorie.

“CORNIGLIANO E’ DI CHI CI VIVE E CI ABITA E NON DI CHI CI LAVORA, NON CERTO PER COLPA NOSTRA”

Adesso cara Silvia, Silvia Salis, ti saluto e ti invito a pensare anche per un solo attimo (soprattutto senza interrompermi dicendo che ormai è roba di trenta anni fa) a pensare a quei bambini della Scuola Sbarbaro, figli miei compresi, che hanno rischiato di mangiare un bel piatto di penne al pomodoro dove, al posto della classica spolverata di parmigiano reggiano, si sarebbero visti arrivare una spolverata di Carbon coke certificato DOP. Questo è solo per farti capire da dove nasce il nostro sedicente “Ambientalismo dogmatico”, la nostra fissazione a priori per la siderurgia.

Come primo piatto abbiamo delle ottime penne al pomodoro servite su un letto di lamelle di carbone di produzione nostrana, a chilometri zero”

Cristo Santo. Cara Silvia, Silvia Salis, faremo un po’ di baccano, parola di un “sinistro”. 🙂

1 Comment

1 Comment

  1. Raffaele

    07/08/2025 at 7:05 PM

    Leggi cara Sindaca..e medita su quanto fai senza vergogna , ma con la consapevolezza che stai sbagliando.
    Uno che ti ha votato..ed è già pentito

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