In questi giorni ci siamo resi conto perché Il tema ambientale, salvo poche eccezioni, è pressoché assente nei discorsi dei politici in campagna elettorale. Per chi, come i corniglianesi che hanno subito e ancora subiscono sulla loro pelle i danni conseguenti all’inquinamento ambientale, acquisendo così un minimo di sensibilità, questo silenzio assenso risulta quantomeno SCONCERTANTE.
Eppure negli anni ottanta e novanta nel mondo politico il tema era ben presente al punto che veniva creato un apposito Ministero. Adesso parlano di tutto meno che di ambiente salvo nascondersi dietro una falsa e derogabile a loro convenienza, preoccupazione per il destino della nostra Terra.
Anche se chi ci governa fa finta che tutto va bene, di fronte ad una evidente crisi del settore manifatturiero siderurgico, c’è chi pensa di poter fare a meno della salubrità ambientale limitando l’aggressione ad una parte ben definita del nostro territorio. E allora perché non Cornigliano condannata a vita da una “vocazione siderurgica” presente anche nei discorsi di chi ci lavora ma non di chi ci vive h24 visto che quella “turistica” era venuta meno con la fabbrica?
C’è differenza tra politici e politicanti ecologisti a parole e non nei fatti. Francamente non ci interessa se la nuova legislazione europea ha stabilito che “chi inquina paga” secondo il quale il soggetto la cui attività ha causato un danno ambientale o la minaccia imminente di tale danno (forno elettrico ad esempio) è considerato finanziariamente responsabile traducendo per lui in costi l’utilizzo del nostro territorio e delle nostre risorse naturali. La salute non si permuta con il lavoro. Entrambi sono diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Qualcuno lo dica all’onorevole Ilaria Cavo & “Compagni” (in tutti i sensi).
Se vedemmu
(foto di A. Verardo)