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La nuova diga foranea tra deroghe ambientali, fanghi pericolosi e inchieste giudiziarie. By Daniela e Roberto Malini

Genova, la diga delle navi giganti: 800 metri dalle case e riempimento con fanghi pericolosi.

Un’opera da miliardi di euro che cambierà il porto e la città. Ma deroghe ambientali, fanghi tossici e indagini giudiziarie alimentano paure nei quartieri costieri.

A Genova il porto convive da sempre con la città: a Sampierdarena e Cornigliano le banchine sono a poche decine di metri dalle case. La nuova diga foranea, che sarà costruita più al largo, permetterà l’arrivo di mega-portacontainer e navi da crociera, ma i terminal resteranno comunque vicini agli abitati, in alcuni casi entro gli 800 metri da scuole e abitazioni.

Gli impatti ambientali sono rilevanti. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, le navi ormeggiate contribuiscono fino al 25% delle emissioni urbane di ossidi di zolfo nelle città costiere. A Genova questo si traduce in più inquinamento a diretto contatto con i quartieri. A ciò si sommano rumore, vibrazioni e traffico pesante destinato ad aumentare con lo sbarco di più container.

Nei grandi scali del Nord Europa i terminal sono collocati a chilometri dai centri abitati; Marsiglia-Fos ha un porto container separato dall’area urbana. Genova, al contrario, resta uno dei porti più “urbanizzati” d’Europa.

Alcune mitigazioni sono in corso, come il progetto di elettrificazione delle banchine (cold ironing), che ridurrebbe fino al 98% delle emissioni locali, ma è ancora agli inizi. Secondo i promotori, la nuova diga dovrebbe spostare parte dell’inquinamento più al largo, ma gli effetti reali sulla salute restano da verificare.

Il nodo più delicato riguarda i materiali di riempimento dei cassoni. Un decreto del 2024 ha permesso al commissario straordinario, il sindaco Marco Bucci, di approvare un piano che sostituisce le autorizzazioni ambientali ordinarie. Nel gennaio 2025 il Ministero dell’Ambiente ha escluso la Valutazione di Impatto Ambientale, sbloccando i lavori. Sono vietati ufficialmente i fanghi di classe E e i materiali con amianto oltre soglia, ma la Regione Liguria aveva espresso pareri critici su nichel e amianto. Intanto la Procura di Genova ha aperto indagini sull’uso di fanghi potenzialmente tossici.

La diga sarà costruita a soli 800 metri dalla costa e segnerà una svolta per il porto. Ma per molti osservatori il progetto rischia di violare i principi di tutela sanitaria e ambientale, aggravando l’esposizione dei quartieri. E crescono anche i timori sulla sicurezza, in particolare per i traffici di gas liquefatto. (GNL, ndr)

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