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Il silenzio della politica allontana la partecipazione Democratica. E’ questo che si vuole? By A. Penzo psicoterapeuta

Come possiamo avere fiducia in chi tace e non informa la popolazione? Il Campo Largo è per reggere un’opportunistica alleanza che può fare volentieri a meno della partecipazione democratica dei cittadini alle scelte che li riguardano?  Vogliono forse così ridurre ulteriormente l’elettorato?

Perché ci poniamo queste domande?

Perché qui nessuno informa i genovesi, e in particolare i corniglianesi, delle problematiche ambientali rendendo impossibile ai cittadini di valutare e scegliere. I proclami all’ordine del giorno sono tutti rassicuranti e paternalistici all’insegna del “NON DISTURBARE IL CONDUCENTE” ai quale eravamo tristemente abituati.

Sestri , Dinegro, Sampierdarena, Staglieno , Cornigliano , Pegli, Multedo, Valpolcevera, etc.. vogliono essere informate e coinvolte memori dei troppi anni di assenza della politica e troppi problemi che da decenni questi territori si trascinano.

Le centraline per il controllo dell’aria a Cornigliano risultano assenti da anni, i dati epidemiologici non sono stati considerati, le migliorie all’ambiente sono state parziali e discutibili e ancora in corso da vent’anni e già sentiamo parlare del ritorno ad un ciclo integrale a caldo attraverso la costruzione di un forno elettrico. La domanda sorge spontanea.

E’ già domani, o già oggi e’ peggio di ieri?

Alcuni elementi di psicologia politica:

1) Quando un politico tace, distorce seleziona le informazioni per favorire lobby, grandi organizzazioni o poteri economici, si incrina la base stessa della Democrazia:

•             Il diritto dei cittadini a decidere consapevolmente viene annullato. Se i dati su salute pubblica, inquinamento, appalti, spese o accordi vengono taciuti, la popolazione non può esercitare un controllo reale.

•             La rappresentanza si svuota: il politico non rappresenta più chi lo ha votato, ma chi lo finanzia o gli promette un futuro migliore.

2.) Danno Sociale e Psicologico

Il cittadino medio capisce . Non sempre ha tutti i dati, ma percepisce il tradimento:

•             Si diffonde sfiducia nelle istituzioni: “tanto fanno tutti così” diventa la norma.

•             Nasce apatia politica: le persone smettono di partecipare, smettono di credere che il loro voto o la loro voce contino.

•             Aumentano polarizzazione e rabbia: chi si sente escluso cerca alternative radicali o populiste, creando tensioni sociali.

3) Danno Sanitario e Ambientale

Un politico che ignora i dati sanitari e ambientali, è ancora più grave:

•             La mancata trasparenza sui livelli di inquinamento, sulle malattie croniche correlate o sui rischi ambientali prolunga l’esposizione della popolazione a pericoli concreti.

•             I costi sanitari aumentano nel lungo periodo, ma il politico che “di passaggio” punta a una carriera più alta scarica le conseguenze sulle generazioni future.

4. ) Danno Economico e Strutturale

Un sistema politico che risponde solo agli interessi di pochi grandi soggetti:

•             Rende il mercato meno libero, perché le piccole e medie imprese, i cittadini e le associazioni locali vengono esclusi dai processi decisionali.

•             Alimenta la dipendenza da fondi privati e riduce la capacità dello Stato di fare scelte autonome e di lungo periodo.

5) Il potere scorre verso chi meglio sa “vendersi”:

•             I politici diventano manager di sé stessi, più che servitori pubblici.

•             La fama e la paura della fame guidano le scelte: non si governa per visione, ma per tornaconto.

•             La politica si trasforma in un mercato di carriere personali, non in un progetto collettivo.

Riferimento scientifico: George E. Marcus – professore emerito di Scienze Politiche al Williams College. La sua ricerca si concentra sul ruolo delle emozioni nel comportamento politico.

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