Per questo Cornigliano non crede in voi.
State usando tutto. Perfino il ricordo di un operaio che ha compiuto un gesto eroico, piegandone il senso per rilanciare l’ILVA. Ma se pensate che basti agitare inni partigiani, i morti per la Patria, la parola “Libertà”, per giustificare scelte fatte per i VOSTRI interessi, per il riarmo dell’Europa e per l’ennesima industria imposta dall’alto, VI SBAGLIATE!
Cornigliano non ci sta!
Qui si muore e non saremo un SIN (Sito di Interesse Nazionale, ndr) solo perché, quando i nostri altoforni cadevano a pezzi e la popolazione lottava per la qualità della vita, le aree da bonificare non esistevano ancora sulla carta e non per questo eravamo meno avvelenati.
A Cornigliano non possono essere imposte attività fusorie. PUNTO!
Abbiamo sentito celebrare Guido Rossa, perché come uomo e operaio è un simbolo di rettitudine, ma è fuori luogo usare la memoria di un uomo retto e pulito per fare propaganda politica e dire che “la sua fabbrica tornerà” e che “il Governo ci sta lavorando”.

NO, Guido Rossa amava la natura, la montagna, la Pace e la Giustizia come migliaia di operai che lottavano per diritti veri: salute, mutua, istruzione pubblica, sport, attività ricreative anche per i figli degli operai. Lottavano perché la sanità fosse davvero pubblica e perché la siderurgia non fosse piegata a interessi militari e geopolitici dettati dall’esterno.
Allora ve lo chiediamo chiaramente: a che anni volete farci tornare? Agli anni ’50?
Sfruttamento dell’immigrazione – Riarmo – Lavori usuranti – Quartieri trattati come sacrificabili – Cittadini sacrificati. Per cosa? Per le vostre guerre?
E oggi fate ancora peggio.
Oggi siete disposti a cedere tutto a un fondo americano, senza chiedere alcuna garanzia reale per il territorio, per la salute, per il futuro della città. Lo stesso fondo ha già dichiarato che vuole spingere su una super-produzione, senza preoccuparsi di ammazzare una città intera, ammorbandola.
Non solo Cornigliano. Tutta Genova. Non parlateci di lavoro. Create lavoro nuovo. Se esiste davvero una classe dirigente che si dice innovativa, allora lo dimostri.
Guardate lontano.
Guardate alla scienza, alla ricerca, alle produzioni pulite che difendono l’ambiente e la salute. Non raccontateci la favola dell’“atomica green”. Non vogliamo armi prodotte in un forno “green”. Non vogliamo vivere nella diossina. Parlateci di ospedali innovativi agli Erzelli, di università e ricerca. Qui non abbiamo più un ospedale. Solo RSA. Se stiamo male ci salviamo andando fuori regione, se possiamo, se riusciamo a organizzarci. Tutto sulle spalle delle famiglie.
Nessuno dei vecchi operai sarebbe felice di sapere che i propri figli dovranno ereditare la vecchia “vocazione siderurgica”. Nessuno vuole silicosi, mesotelioma, timore quotidiano, malattie.
Aiutateci a costruire un futuro vero. Per questa città. Per questa regione. Per i nostri figli.

Lidia Ostiante
26/01/2026 at 7:14 PM
Mai più attività inquinanti a Cornigliano! NO AL FORNO ELETTRICO A CORNIGLIANO, NO A LEUCEMIA E MESOTELIOMA!!! CI SONO ATTIVITÀ NON INQUINANTI CHE ATTENDONO DI OCCUPARE LE AREE EX ILVA, PENSATECI!!!!