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“Le mani sulla città” non è solo un bel film. Ci fu però chi disse no

Bene fa la Sindaca Salis a mettere in risalto le fragilità della nostra città perché “Le mani sulla città” non fu solo il titolo di un bel film di Rosi del 63. Il crollo in via Napoli è ahinoi purtroppo solo l’inizio conseguente all’assalto selvaggio indiscriminato alle nostre colline immediatamente a ridosso della città iniziato negli anni 50/60 con le amministrazioni democristiane di Pertusio, Pedullà e Piombino (Via Dei Sessanta, Via Calda, Coronata, S. Teodoro, Borgoratti, S. Fruttuoso, Marassi, Quezzi, ecc..) fino al “brutalismo” architettonico post sovietico in tempi più recenti, giunte Cerofolini, Campart, Merlo, Burlando (Cep, Prà, Pegli, Bolzaneto, Begato, Colle Ometti, Quarto, ecc..). L’avvento dell’indipendente Sansa al governo della città toglieva ogni velleità ai palazzinari e poneva finalmente termine ad ogni possibile cementificazione collinare ma oramai le ferite al territorio erano state inferte e ciò porterà inevitabilmente al susseguirsi di altri futuri crolli difficili da prevenire. Sansa, che lo ricordiamo era un Magistrato che si mise contro la stessa maggioranza che lo aveva sostenuto, disse fermamente no anche al “Piano parcheggi” perché immaginava una città senza auto e un efficiente servizio di trasporto pubblico.

Se vedemmu

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