Acquisite a seguito di lotte e manifestazioni, che hanno visto in prima fila le nostre Donne sono, insieme al giardino lineare, le uniche aree sottratte alla siderurgia che devono essere messe a completa disposizione in primis del quartiere e poi della città. Sarebbe perverso e irrispettoso nei confronti delle migliaia di corniglianesi che hanno convintamente sostenuto e condiviso la loro civile protesta che il loro destino venga deciso in qualche stanza dei bottoni in Regione, a palazzo Tursi o a magari Roma a soddisfazione di esigenze che non sono quelle reali di un territorio che ha sofferto molto e magari di interessati appetiti societari.
Se è vero (e qui siamo tutti d’accordo), come ribadiscono spesso la Sindaca Salis e il Presidente del nostro Municipio Ceraudo, che la partecipazione attiva è fondamentale per costruire politiche giuste e comprendere meglio le esigenze di una Comunità, essa non può ridursi ad un mero ascolto e parere non vincolante del Gruppo di Lavoro a scelte non nostre ma nate altrove da chi non conosce la nostra storia e magari vive ad Albaro o ai Parioli.
Dobbiamo smettere di giocare continuamente in difesa di continui attacchi e servitù che condizionano la nostra vita, salute ed economia delle quali veniamo ogni volta messi a conoscenza a giochi fatti e soldi pubblici (nostri) già spesi in progettazioni poi magari stravolte (vedi Palabombrini). Vogliamo sapere PRIMA DI TUTTI cosa si vuol fare sul NOSTRO territorio e di come si intende spendere i NOSTRI soldi perché ce lo siamo guadagnato sul campo. Perché la politica ce lo deve per oltre mezzo secolo di patimenti subiti.
Se vedemmu