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AMT, bilancio fantasma e maquillage contabile in zona Cesarini. By E. N. Vigo

Alcune perplessità evidenziate sono più che condivisibili, i sacri testi di Microeconomia e Ragioneria ne sono indiscutibile certificazione. Che ci sia la possibilità di ridurre le perdite e di rimodellare le scritture di bilancio sono possibilità che non si possono né ignorare né sottovalutare.

Tuttavia è bene fare un passo indietro, se da una parte il riassetto del problema patrimoniale è fondamentale per determinare se l’azienda può essere risanata o va liquidata, il problema finanziario, il day by day della gestione non lo è di meno, e qui si concentra a mio avviso il nocciolo critico della questione.

Bilancio 2024 supposto in perdita; non approvato (e qui chi di dovere istituzionale e politico deve divulgarne le ragioni in dettaglio del ritardo , non si può continuare nel silenzio o nei sussurri incontrollati.

Ma se guardiamo anche il filmato di questi anni, e non solo la foto del 2024, ci accorgiamo che anche il 2025 è alquanto critico, da maggio 2025 gestione nuova giunta, e il primo semestre 2026 conferma l’andamento negativo in modo marcato e preoccupante.

Il nocciolo della questione quindi è la “gestione”, il maquillage contabile può essere redatto secondo i principi contabili più assennati e certificabili, sui possono fare tutte le alchimie possibili che le leggi concedono, ma se non si raddrizza la gestione corrente aziendale, dal Direttore Generale a scendere al Management operativo nei gangli aziendali più intimi, non si raddrizzerà mai nulla nel concreto.

Questo è l’aspetto più inquietante, la Legge Madia (stop con 3 bilanci in rosso, e ci siamo quasi) è la spada di Damocle che tutti fan finta di non vedere.

Parallelamente al riassetto patrimoniale bisogna dare fuoco alle polveri della gestione corrente. Un ultimo appunto ai 40 milioni di Euro della Regione, ed è bene non metterli in discussione, le sfide di AMT sono tante e tali da affrontare ancora che metterli al sicuro è indispensabile e la Regione all’unanimità si è espressa in modo inequivocabile.

Un occhio di riguardo va dato alla accelerazione dei processi relativi ai depositi, oggi non in linea con le esigenze di una gestione all’altezza delle necessità produttive, e poi c’è la questione che riguarda più propriamente la caratura politica della Giunta Comunale, il ripristino delle corsie protette per il mezzo pubblico e l’asservimento semaforico, pilastri per aumentare la velocità commerciale dei mezzi, snellire e migliorare il servizio e le frequenze oltre che ridurre i costi.

Ma su questo fronte c’è nebbia fitta, e la Giunta Comunale deve darsi da fare in fretta, non solo perché è l’unica strada non derogabile, ma è anche un preciso impegno del PNRR a scadenza 30 giugno 2026..

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