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Ex Ilva, arriva l’ora funesta dei biscazzieri, dei croupier e dei giocatori delle tre carte. By E. N. Vigo

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Ci mancava anche lo squattrinato avventuriero che vuol comprare facendosi pagare (Flacks, ndr). Non c’é limite alla sfacciataggine. Questo Governo é inadatto (non che i precedenti fossero dei fulmini di guerra a partire dall’infausto Calenda) e attira tra i pretendenti solo il peggio del mercato. Governo che ha il guizzo infelice e l’agilità stonata tra il bradipo ed il gatto di marmo. E’ abbastanza chiaro che in Europa, in Nord America ed in Giappone (anche in India con la stagione Arcelor Mittal) puntino alla dissoluzione dell’ILVA. E questo dovrebbe stimolare il porsi delle domande. Non solo, una sorta di orgoglio nazionale, quello che manca al buffonesco e squalificato sovranismo da operetta nostrano, tutto chiacchiere e distintivo, per salvaguardare il settore metalmeccanico italiano, indubbiamente strategico. La “Politica industriale” per il Governo Meloni é una bestemmia.

Ma anche in casa Centrosinistra devono guardarsi le spalle dalla faciloneria degli incantatori di serpenti di tutte le stagioni, gente senza arte né parte che si ricicla anche dopo aver fatto danni anche sociali devastanti. Mi auguro di non essere l’unico a percepire che sia l’ora dei prepensionamenti in politica. A taluni noti poltronisti affabulatori va fatto scattare il cartellino rosso, non fermi un solo giro ma direttamente a casa. In questi anni nei ministeri chiave si sono avvicendati politici scadenti ed i risultati li misuriamo in Economia e nel lento dissolversi del Welfare e della socialità.

Questo ci gridano gli studenti in piazza e sfido chiunque a dire che non abbiano ragione loro.

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