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Cornigliano a rischio di decreti che bypassano i controlli

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Il decreto recentemente approvato per la nuova diga foranea di Genova conferisce al Commissario (la sindaca) il potere di autorizzare l’utilizzo di fanghi, anche classificati come pericolosi, senza attendere i pareri vincolanti degli enti tecnici competenti, tra cui ARPAL, Regione Liguria e ASL. Gli ambientalisti hanno denunciato come si tratti di fanghi di classe E – rifiuti pericolosi – e di materiali contenenti amianto, impiegati senza studi approfonditi sugli effetti sulle correnti marine e sulla biodiversità del Mar Ligure, con possibili impatti a lungo termine sugli ecosistemi e sulla salute pubblica.

Un parallelismo preoccupante emerge con il caso di Taranto e l’ILVA, dove i decreti AIA hanno permesso alla fabbrica di continuare a produrre nonostante criticità ambientali e rischi documentati per la salute, aggirando i controlli tecnici previsti dalla legge. Questo precedente dimostra come l’uso dei decreti-legge per scavalcare i controlli possa trasformarsi in una pratica sistematica, con conseguenze concrete per la salute dei cittadini e l’ambiente.

Se oggi questo meccanismo viene applicato alla diga di Genova, domani lo stesso metodo potrebbe essere impiegato anche per Cornigliano, aprendo la strada a opere ad alto rischio come il forno elettrico ad arco senza garanzie effettive di tutela ambientale e sanitaria. La comunità chiede quindi trasparenza, il pieno rispetto delle normative e l’intervento degli enti di controllo per proteggere la salute dei cittadini e la sicurezza dell’ambiente.

NO Forno Elettrico Genova

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