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Ancora sul nuovo stadio Ferraris “fumus belinataes”. By E. N. Vigo

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Mancano ancora molti dettagli e le garanzie (incredibile), ed intanto si procede, a me sembra un road map alla rovescia, ma non bisogna farci caso, ho l’abitudine (viziaccio) di mettermi di traverso quando usano lo “fumus belinatae” (espressione giuridica geno-latina).

Ma a parte i rendering (traducibile a Genova come foto-musse) non riesco a trovare in italiano la parola giusta per definire l’operazione. “Vendita”? la Sindaca Salis dice di no, ma francamente la dilatazione temporale è talmente lunga da lasciare tutti perplessi, chi firmerà l’accordo alla scadenza sarà molto e sepolto o incenerito. La dimensione temporale a mio avviso suggerisce la dizione “vendita mascherata” (nel senso carnevalesco del lemma) L’inglese non aiuta. “sale” NO, “leasing” NO, per ora mi viene in mente solo l’inglesorum di “kidding” (scherzo, ndr).

Se a questo marchingegno, la cui trasparenza è quella di un giorno di nebbia in val Padana, non traspaiono dettagli sul “chi fa cosa” e con quali garanzie di know-how per la parte non calcistica dell’utilizzo dello stadio, poi ancora con quali garanzie di “servizio pubblico”, e con quale stabilità societaria nel tempo , solidità e finanza adeguate si sostiene il tutto, gli interrogativi si moltiplicano. Abbiamo criticato le prodezze della precedente giunta comunale per la nefasta operazione Palasport, (Bombrini, ndr) dove alla fine il cerino è restato in mano al Comune, ed ora ci si appresta a fare una operazione dai contorni di gran lunga peggiori.

Chiudo con un doveroso augurio di buona fortuna (che faccio anche a me stesso preoccupato) , e una accorata preghiera, stop al doping mediatico dell’obiettivo Europei 2032, Genova é il cimitero delle “fake & tricked illusions” come il progetto Erzelli. E si continua a non voltare pagina. Ripensateci in tempo.

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