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Arriva in mezzo alle case il data center raffreddato ad aria ma, niente paura, è “solo” da 50 MW. Le preoccupazioni dei residenti. By E. N. Vigo

GENOVA E’ SOLO UN ESEMPIO – L’aspetto più inquietante é che regni il sentito dire, il pregiudizio o al contrario la faciloneria o peggio il pettegolezzo. Un paese civile spiega ai cittadini i benefici e i rischi, crea una normativa rigorosa, capace di prevenire gli effetti negativi e addirittura di impedirli, frena gli eccessi, preserva territorio, urbanistica, ambiente e salute.

Da una parte ci sono avanguardie culturali che sanno già tutto nei minimi particolari (o quasi), dall’altro i negazionisti compulsivi, poi in mezzo la massa grigia dei disinteressati a qualsiasi sviluppo della conoscenza, facile preda acritica dei reclutatori dell’una o dell’altra sponda, abbindolati a seguire le sirene dell’uno o dell’altro schieramento.

Un paese civile informa, mette in campo lo stato dell’arte della migliore cultura tecnica e stabilisce lo spartiacque tra gli eccessi dell’una e dell’altra parte, indicando i limiti precisi di una “safe zone” dalla quale attingere informazioni, garanzie e rassicurazioni su base scientifica. Oggi mi sembra che vinca la cultura del “social spregiudicato e facile” che banalizza tutto, sia nel bene che nel male.

Siamo proprio i soliti italiani, non maturiamo mai, eterni adolescenti. Auspico che si apra un forum, ma non di imbonitori con la verità in tasca, qualsivoglia essa sia, ma con affidabili tecnici capaci di abbracciare tutte le discipline per tener conto di ogni fattore in gioco.

Nella foto il nuovo data center di Via Isonzo.

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