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Furbetti e false ASD torniamo a parlarne.

Sempre nella consapevolezza che affrontare l’argomento è un tabù (qualcuno il lavoro sporco lo deve sempre fare) ma anche che nello stesso tempo può servire a fare chiarezza e a sensibilizzare l’Amministrazione a maggiori controlli e a minori ingiustizie nei confronti di chi invece con grande fatica e impegno si adegua a normative complicate locali e nazionali che sembrano fatte apposta più per dissuadere che a incentivare, torniamo a parlare di false ASD e facili profitti “esentasse”.

La gestione familiare di una ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) come una palestra, una scuola di ballo o un centro fitness è una condizione assai frequente. Moglie, sorelle o madri nominate rappresentanti legali o presidenti da un fantomatico consiglio direttivo che mai si riunisce ma che gestisce patrimoni (entrate e uscite) in alcuni casi consistenti senza mai rendere pubblico un bilancio e verbali e rinnovarsi alle scadenze statutarie. I rinnovi taciti del gruppo dirigente sostituiscono infatti sulla carta quelli di un’assemblea plenaria mentre le tessere sociali sono una mera formalità assicurativa in quanto i soci (clienti), volutamente disinformati, non partecipano alla vita sociale.

Evitiamo di approfondire il tema delle false sponsorizzazioni pubblicitarie dove le imprese che hanno un utile alto, possono approfittare dell’opportunità di girare parte dei propri guadagni, diventando sponsor di una ASD con risparmi fiscali non indifferenti che rende questo istituto particolarmente appetitoso per le aziende che hanno utili elevati mentre il beneficiario è obbligato ad inserirle nel proprio bilancio. Un esempio. Su una sponsorizzazione di 20.000 euro con IVA al 22%, la metà di questa imposta (4.400,00 € : 2 = 2.200,00 € ), resta nelle tasche della società sportiva che dovrebbe versare all’erario soltanto l’altra metà. Quanti lo fanno?

 Insomma mentre l’Amministrazione non ha tempo e voglia di eseguire controlli verso chi riceve da la stessa contributi e facilitazioni, come ad esempio la gestione di un immobile pubblico, c’è un meccanismo occulto che mette d’accordo tutti, sponsor, ASD, tesserati, dirigenti, la stessa Amministrazione in termini di immagine e convenienza politica e chi più ne ha più ne metta, un giro di soldi e di favori che consente a tutti di vivere allegramente.

Qualcuno potrebbe pensare che comunque un risultato sociale lo si ottiene sempre e davvero non conviene scatenare una guerra tra “poveri” ma non è così perché non è mai giusto favorire furbetti spesso manipolati dalla politica alimentando illegalità, ingiustizie sociali e disuguaglianze

Se vedemmu

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False associazioni e ASD “si” profit. Profitti facili, evasione fiscale e normative disattese – il cornigiotto

(foto di copertina casuale dal web)

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