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Cornigliano e quello spirito di aggregazione e rivalsa venuto meno negli anni. By C. Bruzzone

È con un pizzico di commozione che mi accingo a scrivere queste due righe.

Esattamente sessant’anni orsono Cornigliano viveva il suo ultimo, felice, momento di aggregazione popolare attorno alla squadra di calcio che si chiamava Corniglianese Club Uguaglianza. Già le settimane prima dell’ ultima serata al Palasport della Foce nelle strade era sorto un fermento nuovo, allegro. La gente era inorgoglita dalle imprese dei sette ragazzi in campo, peraltro quasi tutti nati e cresciuti nella delegazione. Era scoppiata la febbre del biglietto, il Club Uguaglianza ne aveva fatto incetta a prezzo ridotto da quelle società meno fortunate le cui squadre erano state via via eliminate nel corso del torneo.

Poi l’apoteosi della finale. Sugli spalti presente praticamente tutta la popolazione Neroverde, ma proprio tutta! L’ avversario era di rango, la forte, ricca e, diciamolo pure, antipatica Fulgorcavi, con Gallione, Giannetto, altri di cui non ricordo il nome. Ma anche a loro, come a tutte le squadre battute, non venne risparmiato il “Bacicin vattene a cà” finale. Quella sera però non fu soltanto un canto di sfottimento fra tifoserie. Quella sera fu un tuono di liberazione di tutte quelle persone che, da anni, venivano guardate quasi con commiserazione perché abitanti di una parte di città devastata dalle polveri e dalle puzze dell’ industria siderurgica, il tanto odiato Sci (poi Ilva, ndr)!

Poi tutti in piazza Battelli a festeggiare con il bianco di Coronata, il moscato e la poesia dell’ indovino Mago Bakù. (Il compianto Aldo Ottonelli), proprio lo zio dell’ amico Riccardo. Spero ci sia qualcuno che ricordi tutto questo e si commuova con me. Non mi resta altro che elencare di seguito gli artefici di quella vittoria, almeno i sette che giocarono la partita finale: Mura, Derchi, Pagano, Sciacovelli, Baiardo, Landini, Dechaud. E poi ancora l’allenatore: Sandro (Carotta); il presidente della squadra: Felicino e il Presidente del circolo Club Uguaglianza: Michele Amerio.

Si ringrazia l’amico A. Di Lorenzi per la collaborazione

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