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La memoria corta è la peggior malattia di un Paese. By R. Campi

A volte, nel grande teatro dell’assurdo che è la vita, si assiste a spettacoli che superano ogni immaginazione.

L’ultima tragicommedia va in scena a Genova, dove i sindacati manifestano per ottenere… un forno elettrico a Cornigliano.

Sì, proprio lì, in un’area che per decenni ha barattato la salute dei suoi residenti con la siderurgia a caldo, lasciando in eredità un conto salatissimo in termini ambientali e di benessere.

Lo slogan che accompagna questa richiesta è un capolavoro di equilibrismo verbale: “Lavoro e ambiente pulito”.

Viene da chiedersi, con garbata ironia, se nel pacchetto sia inclusa una bacchetta magica.

Forse si pensa che il forno elettrico, essendo “elettrico”, funzioni come un purificatore d’aria di ultima generazione che, mentre fonde rottami, magari ionizza l’ambiente e diffonde un gradevole aroma di pino cembro.

⚠️ Spoiler per ottimisti ad ogni costo: un forno elettrico per produrre acciaio non è un elettrodomestico. È un impianto industriale che, sebbene molto meno impattante del ciclo a caldo tradizionale, consuma enormi quantità di energia e produce comunque emissioni e rifiuti, anche pericolosi. Parlare di “ambiente pulito” in questo contesto è un esercizio di fantasia che sfida la logica e, soprattutto, la memoria storica.

Ed è qui che emerge la morale più profonda e sconfortante: la cronica assenza di lungimiranza.

Si continua a forzare il concetto del “lavoro per tutti, a qualunque prezzo”, anche quando il prezzo è la coerenza, il buon senso e il rispetto per chi in quel quartiere ci vive e ha già pagato un tributo enorme.

I cittadini e i comitati locali, infatti, esprimono forti timori per un ritorno al passato che non vogliamo.

La memoria corta è la peggior malattia di un Paese.

Si dimenticano i danni, si ignorano le cicatrici di un territorio e si pretende di avere ragione, spingendosi oltre il limite della comprensione.

Mentre il ministro Urso illustra il progetto e la FIOM organizza convegni, viene da domandarsi: ma una felpa con su scritto

“Abbiamo già dato, grazie” non l’ha preparata nessuno?

La vera domanda, però, resta una e una soltanto: è davvero questo il futuro che immaginiamo? Un futuro dove la salute è comunque un dettaglio secondario e il buon senso un ospite non gradito?

A voi i commenti.

Si prega di usare logica e coerenza, merce rara di questi tempi.

#Genova#Cornigliano#ExIlva#NoAlForno#LavoroVero#Salute#Ambiente#BuonSenso#IroniaIntelligente#MemoriaCorta

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