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Ma tutta la stampa locale comunica con interazione o solo informa?

Leggiamo tutti Il Secolo XIX perché è il giornale della città e ci viene spontaneo quel moto affettivo che si riserva a qualcuno di famigliare.

Ieri leggendo di Cornigliano e dei Comitati cittadini abbiamo avuto un sussulto. A partire dal titolo “comitati divisi” e poi nell’articolo, sembra che la città sia divisa tra il No e il Sì. La verità è che la maggioranza, anzi la stragrande maggioranza, è per il no al forno elettrico. Dire che la città e divisa implica pensare che metà la pensino in un modo e metà nell’altra. Una torta divisa, la si pensa divisa a metà. Impossibile che la comunicazione giornalistica non conosca questo semplice e banale principio. Per questo il sussulto. Inoltre, i comitati per il no al forno elettrico sono molti, tutti uniti nell’obiettivo; dall0’altra parte un solo comitato per il sì, a capo del quale c’è una componente del sindacato, che legittimamente difende quello che rappresenta la sua vocazione, il lavoro, ed è giusto difendere il lavoro , ma non la vocazione siderurgica ,ma che certo non si può dire espressione della cittadinanza di Cornigliano.

Chi abita a Cornigliano trovarsi a 100 metri dal forno, e le zone limitrofe a Cornigliano che verrebbero senza alcun dubbio interessate dall’inquinamento altamente pericoloso di un AEF, sono per il No Forno Elettrico.

L’idea che ci sia una scelta “ o forno Elettrico oppure non ci sarà un lavoro” è un ricatto.

O vi sacrificate per dare capitali alla grande industria con la consapevolezza che vivrete meno di altri e vi ammalerete di più, o Genova non vi darà lavoro.

I Brividi. La trama di un film Horror dove tutti i diritti sono negati: salute , lavoro, cultura e coscienza di classe, perché qui si parla di vite a basso costo e per quanto pagheranno sempre a basso costo saranno.

Insomma, riassumendo, i comitati cittadini, quelli che non hanno alcuna appartenenza politica o sindacale sono tutti per il no; la stragrande maggioranza dei corniglianesi e dei cittadini dei quartieri limitrofi sono per il no -basta fare un giro a Cornigliano e chiedere. Con l’umiltà che la scienza presuppone ci domandiamo perché un quotidiano così legato alla città non abbia ancora fatto un servizio a riguardo; infine, definire i comitati come “ambientalisti” è semplicemente falso: i comitati non hanno nessuna appartenenza ideologica! I comitati sono l’espressione della cittadinanza, e il nostro comitato in particolare si è dedicato alla componente scientifica (scientifica, non ideologica!) della questione salute e ambiente. Sottolineiamo SALUTE, perché le informazioni che sono state fornite da fonti istituzionali, politiche e dei media, purtroppo anche dal “nostro” quotidiano, sono non abbracciano in analisi interdisciplinare tra le scienze che una problematica così ampia presuppone.

Ovvero , qui servirebbero Oncologi, Chimici dell’aria, Pediatri , Medici che studiano le patologie rare spesso correlate ai metalli pesanti, ( pensate alla Diossina della terra dei fuochi, tutti con tumori in famiglia), Sociologi,Climatologi, Geologi, Giuristi sul clima, etc.

Siamo nati per informare la popolazione e creare connessioni tra gli scienziati che si occupano di ambiente e salute per avere dati aggiornati, oggettivi e approfonditi. I risultati sono dati allarmanti per la salute -parliamo di malattie croniche e tumori, di danni cerebrali del feto). Li stiamo diffondendo attraverso i mezzi che ci consentono di farlo, ossia i social, citando le fonti come si fa nella ricerca scientifica, non con slogan ideologici. Rileviamo che Il Secolo XIX, a differenza di altre testate locali, non ha voluto approfondire con noi questi dati. Da parte nostra rimaniamo a disposizione. Sempre se interessa.

Cordialmente.

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