Come d’uso del cornigiotto ecco un’idea di progetto sostenibile per trasformare la valletta in un parco urbano che unisca funzionalità e estetica alla didattica ambientale pensata per rendere accogliente e fruibile da diverse fasce di età un posto unico abbandonato da 25 anni.
Un parco inteso non solo come “polmone verde” ma come punto di incontro sociale, con spazi differenziati per relax, sport, cultura e natura. L’idea è creare un ambiente armonioso che favorisca il benessere fisico e mentale con un percorso vita attrezzato perfettamente integrato nel contesto. Qualcuno dirà che è quello per cui era nato se non fosse stato abbandonato all’incuria amministrativa il giorno dopo la sua inaugurazione nell’anno 2000; ma questa è un’altra storia di cui abbiamo già parlato.
Aree di incontro per relax e socialità, percorsi sportivi, un orto botanico e una arena eventi, opportunamente gestite da soggetti qualificati consorziatisi che, ognuno per la sua competenza dovrà averne cura, serviranno a restituire alla popolazione la fruizione di un bene pubblico di inestimabile valore che va assolutamente preservato per le sue biodiversità e nei suoi aspetti sociali, ambientali e naturalistici.
Indispensabile un presidio maggiore dell’intera area (quasi 12 ettari) con il coinvolgimento degli attuali assegnatari degli orti urbani che da meri fruitori devono diventare anche guardiani di un bene che è di tutti con interventi anche sulle parti comuni.
La promozione di attività multi stagionali è necessaria per un presidio costante a contrasto dell’abbandono e del conseguente degrado.
La sua fruizione che potrà avvenire occasionalmente anche in ore serali dovrà essere in sicurezza perciò sarà indispensabile ripristinare l’impianto di l’illuminazione a LED alimentato da pannelli solari con l’inserimento di alcune telecamere e tutti i percorsi dovranno essere privi di barriere architettoniche.
Ma vediamo quello che si potrebbe fare all’interno del parco. La valletta può diventare un hub comunitario che tutti ci invidierebbero e porterebbe a Cornigliano visitatori di altre parti della città così come adesso si recano ai parchi di Nervi nelle ville Galliera, Pallavicini, Rossi, Doria, ecc.. perché non venire anche a Cornigliano?
Mercatini agricoli, laboratori didattici, rappresentazioni musicali e teatrali, centri estivi, iniziative fieristiche e di volontariato per la cura del verde, giochi campestri, gare di mountain bike ad un buon livello darebbero vita a momenti conviviali in una oasi di verde fino ad oggi dimenticata. Gli eventi, se di qualità e ben pubblicizzati, attraggono in un luogo decine di migliaia di persone; ne abbiamo esempi come villa Bombrini e la fiera del 2 giugno.
E’ un sogno? Può anche darsi lo sia, ma i sogni hanno diversi significati e interpretazioni in questo caso riflettono un desiderio di rivalsa di una intera comunità a contrastare preoccupazioni più profonde da chi vuol trasformare questo quartiere in un’altra cosa.
Se vedemmu