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Dedicare la Valletta Rio S. Pietro a Padre Giacomo Pala? La proposta del cornigiotto.

Che a parlare bene oggi di padre Giacomo Pala, a distanza di oltre 13 anni dalla sua morte, sia un “mangiapreti” senza Dio come chi scrive spero sia significativo e serva a qualche cosa. Giacomo fu  parroco per 30 anni della chiesa di San Giacomo Apostolo a Cornigliano e forte fu il suo ultimo impegno sociale a favore della nostra Comunità immediatamente successivo a quello pubblico per la chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria insieme alle Donne di Cornigliano.

Con Giacomo avevo un buon rapporto di stima e reciproco rispetto nonostante anni addietro mi avesse sorpreso ad appendere manifesti elettorali, non proprio ecclesiali, sul portone del ricreatorio parrocchiale di via Tonale. “Lasciali fare se non hanno di meglio da fare”, disse pacatamente al sacrestano Gaetano che era con lui. Erano altri tempi. Ma dicevo del suo ultimo impegno. Erano i mesi che precedevano la sua morte, anno di elezioni amministrative come spesso accade nel nostro bel Paese. Marco Doria si apprestava a diventare Sindaco della nostra città. In quei giorni sono in molti ad accorgersi che dopo un periodo di chiusura, che doveva essere temporaneo, il CUP e il Centro Prelievi di Villa Spinola Narisano non erano stati più riaperti. Sono in molti tra la popolazione anziana a chiedere spiegazioni ma con scarso riscontro considerato il poco tempo che restava all’apertura dei seggi del 6 maggio per cui era conveniente il silenzio amministrativo.

Ci venne così l’idea di risvegliare le coscienze attraverso una raccolta firme e ne parlai con Giacomo. In pochissimo tempo tra l’ARCI Rizzolio e la Parrocchia ne raccogliemmo circa duemila. Alcuni cittadini consegnarono le firme, accompagnate da una lettera interlocutoria di disappunto, alla responsabile ASL del nostro distretto. La risposta non tardò documentata da tanto di grafico. CUP e centro Prelievi chiudevano definitivamente i battenti perché utilizzati “solo” da 5000 utenti; quel terzo di anziani corniglianesi oggi costretti a recarsi in Fiumara o in via Soliman. In una sorta di accanimento a seguire i corniglianesi assistono impotenti alla chiusura del SERT, del Consultorio, del Posto di Polizia Municipale e dei Servizi Cimiteriali. Nel frattempo Giacomo ci lascia e viene così a mancare quella spinta propulsiva necessaria a far ripartire una nuova giusta protesta. A noi non rimaneva che ricordare quell’uomo, prima che il prete, ma in quale modo?

Ci sono voluti 11 anni, era il febbraio 2023, al Centro Civico un primo incontro tra istituzioni municipali, istituto Calasanzio (padri Scolopi di cui Giacomo faceva parte) e Pro Loco si discusse della proposta di intitolazione di un luogo a Cornigliano alla sua memoria in quanto da tutti definita “figura molto rilevante nel processo storico di riqualificazione sociale e ambientale del nostro quartiere”. Diverse le proposte ma fra tutte quella di dedicare alla sua persona la Valletta del rio S. Pietro, l’accesso alla quale è posto proprio davanti alla sua chiesa, è quella che trovò tutti d’accordo.

Trascorsi altri 3 anni si dice che a maggio pv i lavori di messa in sicurezza della valletta saranno ultimati e la valletta potrà ritornare ad essere fruibile con una immancabile cerimonia. E allora perché non procedere in quella occasione alla sua significativa intitolazione a Padre Giacomo Pala?

se vedemmu

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