In evidenza

Stadio L. Ferraris reliquia di un calcio italiano ai minimi termini. Genova merita di più. By E. N. Vigo

L’insegnamento dei recenti galattici mondiali di calcio americani, capaci di muovere gigantesche montagne di denaro, e le evoluzioni delle caratteristiche della manifestazione da cui difficilmente si potrà tornare indietro, fanno riflettere  parecchio alle micro dimensioni della pur storicamente pregiata realtà calcistica genovese, piaccia o no ai campanilisti più agguerriti, totalmente inadatta innanzitutto per dimensioni (ma non solo)  ad ospitare manifestazioni calcistiche internazionali di grande risalto e pregio.

Gli sforzi per migliorare lo stadio Ferraris sono atti dovuti per il numeroso pubblico locale, e poi perché nella Storia d’Italia il Calcio italiano nasce qui., ma questo deve essere rappresentato nei giusti termini senza ingannare la città.  Affidarsi ad una congrega posticcia squattrinata per ammodernare dignitosamente lo stadio è la peggiore strada possibile da seguire.

Fare scorpacciata di soldi pubblici (ammesso che Roma matrigna li sganci davvero) non autorizza sperperi, occorre ricalibrare le mire, le prospettive e le aspettative, dire la verità per grama e scomoda che sia. L’esempio di Barcellona, una sola squadra ai vertici del calcio mondiale a Genova sta stretta, meglio gli appaganti  genovesissimi “menaggi” del lunedì, e la festa per non essere scesi in serie B o per il ritorno in serie A ad accendere le discussioni sportive tra sostenitori rossoblù e blucerchiati, le esibizioni di altalenate orgoglio e delusione, sentimenti che tengono vivo l’amore di un calcio da anni ai minimi termini, talvolta al limite della sopravvivenza.

Ma le tifoserie locali meritano di più e la soluzione tarda a farsi strada– A Barcellona (una sola squadra) dalla notte scorsa può narrare la suo glorioso cammino con un titolo nuovo, il “Barça’s World Cup”, nella storia  con pieno indiscutibile merito. A noi neppure le briciole di una calcio italico decotto e bolso.

Genova pensi alle sue magagne irrisolte, riaggiustare i target senza narrazioni metropolitane tanto ampollose quanto insostenibili nella realtà, e doping mediatico sempre più incredibile e squalificato, a rinnovare e scatenare risibili campanilismi provinciali e sogni impossibili. Questo è il dovere di una Amministrazione Comunale sana e sincera. 

Sindaca Salis, sta a lei inaugurare la stagione del possibile e della schietta verità.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti

To Top