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A Cornigliano il degrado non è solo una questione estetica. Rapporto Istat 2024 allegato in calce.

Fatta la necessaria premessa che il degrado urbano a Cornigliano, nelle sue varie espressioni sotto elencate, è sicuramente un fenomeno complesso che dipende da molti fattori per cui per la sua soluzione occorre un approccio multidisciplinare e l’indispensabile collaborazione tra i cittadini, Enti locali e forze dell’ordine, vediamo quali sono le principali condizioni di degrado presenti da tempo al nostro quartiere.

Per quanto riguarda il degrado CULTURALE, nonostante gli encomiabili  sforzi del nostro corpo docente e di tutto il nostro Distretto Scolastico vi invitiamo a leggere il  disarmante report su Genova e sulle sue periferie, tra cui la nostra Cornigliano, del rapporto ISTAT della “Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie” del 2024 che vi mettiamo in calce. L’anno a cui si riferisce lo spietato rapporto dovrebbe escludere i soliti commenti del tipo: “quando c’era lui caro lei”.

Degrado AMBIENTALE:  l’assenza di interventi periodici programmati sul verde e suolo pubblico (valletta rio S.Pietro, giardino lineare, giardini Melis, Berpi, Rizzolio e villa Dufour, piazze Metastasio e Massena, vie Gattorno e Bertolotti, etc e il costante intervento in emergenza ma solo dopo reiterate lamentale dei residenti. Assenza pulizia periodica, spazzamento meccanico senza auto e lavaggio traverse via Cornigliano (figlie di un Dio minore?) come avviene solo sulle vie Cornigliano, Pellizzari e Cervetto mentre Verona e Vetrano nelle ore post mercatali. Se non fosse per il mercato ambulante molto probabilmente Verona e Vetrano subirebbero la stessa incuria riservata alla altre traverse. E poi ancora presenza depuratori vecchio e nuovo ma questa è un’altra storia già raccontata.

Degrado ECONOMICO: è sufficiente farsi un giro a piedi per il quartiere e contare le decine e decine di saracinesche chiuse per farsene un’idea mentre prolifera sempre di più impunito un commercio di scarsa qualità e di dubbio rispetto delle norme igienico sanitarie.

Degrado SOCIALE: l’assenza di un Centro Sociale venuto a meno con l’infelice trasformazione dell’ex mercato rionale in una palestra per la boxe con denari (molti) detratti ad una riqualificazione più collettiva come avvenuto e sta avvenendo per altri mercati cittadini: Ferro, Bolzaneto, C.so Sardegna, Carmine, etc. La sofferta chiusura negli anni, nella istituzionale indifferenza, di ritrovi storici come Il Club Pescatori, la SOMS, il Circolo Campi, la Bocciofila, l’ARCI Rizzolio, Combattenti Coronata e la facile trasformazione di molti di questi luoghi in qualche cosa di ben diverso. L’assenza e l’inadeguatezza di servizi essenziali demografici e anche socio sanitari. Cornigliano unico quartiere genovese a non avere un centro sanitario che sia Casa della salute o di comunità, ospedale, poliambulatori, etc. Persone che dormono per strada (Via Pellizzari e villa Serra) una condizione che non si è vista nemmeno nel periodo dell’immigrazione a Genova degli anni 50/60 ma anche questa è un’altra storia da raccontare. (Nella foto di copertina l’area giochi comunale nell’ex area Dufour)

Degrado ARCHITETTONICO: basta recarsi in villa Serra (sec. XVIII) presso giardini Melis e farsi subito idea dell’incuria e di un degrado amministrativo che dura da 14 anni nonostante siano stati spesi e poi buttati nel cesso circa due milioni di euro per il suo restyling conservativo (2012).

Evitiamo volutamente in questo articolo di parlare dei problemi relativi alla sicurezza dei luoghi sotto l’aspetto del rispetto dell’ordine pubblico, problema di molti altri quartieri genovesi affrontato ampiamente dal cornigiotto, perché vogliamo dare maggior risalto al fatto che il degrado è molto più che una questione estetica.

Più in generale il degrado è conseguenza di problemi sociali ed economici più profondi che erodono il tessuto stesso della nostra comunità. Più banalmente possiamo ricondurre al degrado l’eccessivo traffico ma anche discutibili infrastrutture, la mancanza di servizi demografici e sanitari essenziali compreso il trasporto pubblico, di spazi verdi insufficienti e/o abbandonati a se stessi, dell’assenza di opportunità culturali e ricreative che sono la principale causa di un conseguente degrado estetico. Insomma in tutti questi anni è stato un po’ come dare la pittura ad una fossa biologica.

se vedemmu

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