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Ex Ilva, c’é chi non capisce o che fa finta di non capire che siamo all’atto finale. By E. N. Vigo

La UIL (in buona compagnia) non ha ancora capito che senza lo spacchettamento non si salva neppure Taranto. C’é in agguato ancora il vecchio pregiudizio che la massa critica sia un plus, ma é vero l’esatto contrario. Le PPSS (partecipazioni statali, ndr) sono state distrutte dal liberismo forsennato del Centrosinistra, reo di non aver compreso il contesto industriale che si andava prospettando. A distanza di anni, in mezzo alle macerie sarebbe ora almeno di capire quali siano i limiti di una gestione unitaria degli impianti e quelli dell’ipotesi della separazione Sud-Nord.

Per allocare il semilavorato di Taranto (produzione a caldo) per la quale non sono ancora delineati eventuali assetti produttivi futuri con un patto che leghi quote anche rilevanti, vendita e acquisti con indicatori neutrali standard per fissare i prezzi in modo equo in base all’andamento dei prezzi di mercato e ragionando tutti in modo accorto per salvaguardare i reciproci interessi, non può essere certo un problema insormontabile per chi dovrebbe conoscere i termini e l’andamento dei prezzi dell’acciaio.

Per questo serve ora una gestione snella motivata e saldamente legata al mondo dell’acciaio e alle sue regole senza gli orpelli superati costituiti dai Frankenstein produttivi che hanno dimostrato e stanno dimostrando di non funzionare. Sindacati (e Salis) sveglia!

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