Negli anni 40 sede postazione contraerea e zona militare “off limits” poi, negli anni 50 a guerra finita, la montagna viene decapitata perché con le risulte viene effettuato il riempimento a mare per far posto all’acciaieria. Cade così a colpi di mine (1951) il castello Raggio e con lui il dominio dell’omonima famiglia residente sulla collina mentre gli enormi camion Euclid attraversano ogni giorno l’abitato di Cornigliano e arrancano sulle sue pendici. In un sol colpo vengono tolti al quartiere il suo mare e monti.
Segue l’ipotesi di costruire ad Erzelli un campo sportivo ma il Piano regolatore comunale destina quel luogo sulla carta a diventare Parco Urbano. Solo sulla carta perché una politica compiacente consente al solito onnipresente empatico “imprenditore” genovese (più “prendi” che “tore”) di piazzare lì i suoi container dove rimarranno per circa due decenni fino a quando non verranno a trasferiti in zona post siderurgica chiamata “Erzelli 2” dove sono tutt’ora.
A proposito di questo una chicca ve la dobbiamo raccontare. Erano gli anni 80. Preoccupati ci recammo sulla collina, oramai trasformata in pianura, per fare alcune foto dei lavori di perimetrazione dell’area che avrebbe dovuto ospitare i container anziché il parco urbano salvo poi, evidentemente non graditi alle maestranze presenti, fuggire a gambe levate inseguiti da chi voleva sequestrarci la macchina fotografica e non certo per complimentarsi.
Nel frattempo sulle pendici sud della collina, al posto del fortino militare, proliferava una baraccopoli abusiva di immigrati prevalentemente dal sud. Ma veniamo ai giorni nostri. Nel nuovo secolo nasce, con un lungo travaglio ancora in corso, il Polo Tecnologico degli Erzelli (GHT), una cittadella e Campus universitario che tutta l’Europa prima o poi ci invidierà. Lì si trasferiscono negli anni alcune aziende genovesi. Si parla di 10/15mila presenze ad un imprecisato raggiunto obiettivo. Non può non far da contorno un immancabile autoparco per TIR, ovviamente “provvisorio”, e l’ipotesi di un nuovo ospedale del ponente i cui tempi, termini e costi di realizzazione reiteratamente annunciati non sono mai attendibili.
Una cosa è certa. In questo quartiere martoriato, dove l’unica certezza è un recente passato da dimenticare, scienza e cultura su quella stravolta collina restano la nostra unica speranza di rivalsa e possono salvarci dall’egoismo umano di chi, spesso favorito da una politica compiacente e interessata, intende stravolgere con scelte ignobili e criminali il nostro territorio e la nostra vita per i propri interessi personali.
In conclusione, è di oggi che, dopo vent’anni, il Parco Scientifico e Tecnologico di Erzelli a Genova Cornigliano passa in mano pubblica. Fautori come siamo del pubblico ne siamo ben contenti sperando che il parco degli Erzelli, oggi ben manutenuto e sorvegliato da privati, continui ad esserlo al contrario di tanto verde pubblico presente nel quartiere abbandonato a se stesso.
Se vedemmu