Partita una istruttoria (ipotesi) di riduzione della pista aeroportuale di oltre 300 m. per consentire l’attracco delle mega-navi da 24K TEU anche nella parte di Ponente interessata dalla nuova diga del porto.
Il Dr. Rossi di Primocanale ha sollevato il problema (grazie) e il Presidente Paroli Autorità Portuale azionista al 60% della SPA aeroportuale ha rassicurato che non se ne farà nulla. Tutto è nato in un clima carbonaro di assoluta segretezza.
La preoccupazione che esista una conventicola che cerca di cancellare l’aeroporto non è mai stata una leggenda metropolitana, ma una curiosa realtà.
Anche l’allora Presidente Prof.Enrico Musso fu interpellato e rispose nettamente picche, probabilmente riducendo drasticamente la cerchia dei suoi “amici” tra il gotha degli azionisti, e qui la cosa meriterebbe un siparietto collaterale, ma meglio soprassedere, si rischia di aumentare la tristezza nel parlare di Genova. Indubbiamente il Prof. Musso merita l’ennesimo “grazie” che corona la sua opera meritoria di quando era presidente.
Comunque al capezzale della Genova malata hanno risposto prontamente gli anticorpi, benché esistano aree che con fare sinistro evitano di esporsi in attesa della prossima occasione per ritentare l’assalto. La battaglia che si gioca dietro le quinte di un teatrino da avanspettacolo di periferia è tutt’altro che decisiva, è stata vinta solamente ancora una tappa.
Ma arrivare in sordina a confezionare una ipotesi siffatta di nuovo Piano Regolatore Portuale non è cosa da poco, e la Autorità Portuale non può cavarsela alla chetichella con una semplice smentita, deve spiegare e metter alla luce chi spinge e pesca nel torbido, nomi, cognomi e lobby.
Ma la cosa ha anche un lato semiserio, per gli azionisti che cercano di realizzare avidamente un bottino stellare dalla vendita (spero totale) delle quote azionarie il solo pensare di ridurre drasticamente il valore dell’asset aeroportuale fa sganasciare dalle risate. Che forse regni un po’ di confusione?
Adesso é bene che la città stani la conventicola degli ispiratori mai domi, quelli che antepongono interessi corporativi al bene comune.
Un accenno alla politica che parrebbe non accorgersi mai di nulla di quello che riguarda il porto, innocente fino a prova contraria (o meglio colpevole fino a prova contraria) cerchi tra le sua fila chi rema contro la città di Genova e spurghi ogni ulteriore tentativo folle, con la sua azione bipartizan di puntare più in alto allo sviluppo socio-economico, senza più sponsorizzare interessi privati mascherati e sottobanco.