Questi box di via Agosti (vedi foto di copertina), costruiti su di un sedime soggetto a vincolo idrogeologico di proprietà dell’Istituto Calasanzio, sono stati una palese speculazione edilizia fatta dall’Istituto con il silenzio assenso del Comune di Genova. Sotto i box, tombato, transita il rivo Roncallo lo stesso rivo che poco distante, congiuntosi con il rivo S. Pietro, passa sotto la ex Bocciofila e la Croce Bianca per dirigersi poi verso mare.

Si noti che proprio per la presenza sottostante del rivo e l’esistenza del vincolo non fu possibile ricostruire la Bocciofila come era previsto dall’Accordo di Programma come intervento sugli attrattori sociali che fu così definitivamente demolita e l’area adibita a parcheggio per la Polizia di Stato e la Pubblica Assistenza. Dello storico sodalizio, per il quale non si è mai cercata altra soluzione come fatto ad esempio per altra associazione, resta uno sparuto baretto privo di servizi e più neanche un solo campo da gioco degli otto che aveva.

Stralcio estratto dal piano di bacino dove in rosso è indicata la zona di maggior rischio idraulico Ri4

Ma come è stato possibile? La centenaria Bocciofila NO e i box ex novo dell’Istituto religioso invece SI? Ciliegina sulla torta sul tetto dei box, come onere di urbanizzazione, sarebbe dovuto nascere un giardino pensile attrezzato ad uso dei residenti del quale però nessuno se ne è mai curato (Comune e ist. Calasanzio). Le attuali condizioni dell’area sono quelle delle foto che abbiamo ricevuto e dalle quali si evince che l’Istituto non provvede nemmeno a raccogliere le foglie dei suoi alberi.



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