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Porto e città un eterno conflitto e Cornigliano ne paga le spese. By E. N. Vigo

Inaugurata un’opera, almeno parzialmente, la sopraelevata portuale attesa da più di 20 anni. Lavoro che andava  pensato in un contesto di visione più ampia della viabilità, ipotizzando i flussi e le evoluzioni sia del traffico cittadino che di quello generato dal porto di Genova.

Ma come al solito si realizzano buone opere tipo “Frankenstein”, ognuna ragionata per il suo piccolo ambito, ma quando si mettono insieme i pezzi tutto salta. Eclatante esempio, che Genova non ha ancora compreso, quello del Gate portuale di Ponente che non tocca solo Sampierdarena ma oltrepassando il Polcevera impatta pesantemente su Cornigliano, alla faccia della separazione dei flussi. Tra l’altro le prospettive non sono incoraggianti, si pensa di fare ancora di peggio, nell’indifferenza degli addetti ai lavori, del “Gotha” degli esperti all’amatriciana nostrani, che raramente professano la filosofia della visione d’insieme.

Da quando l’opera portuale è stata messa in servizio le cose già critiche sono drammaticamente peggiorate. La rotonda di Via San Giovanni d’Acri e la rampa a salire sulla “Guido Rossa” verso Ponente di fatto sono diventare un parcheggio per camion, non si passa. Lì converge tutto il traffico del gate portuale diretto (entrata uscita), quello indiretto, oltre a quello locale cittadino, ed il locale generato dal Deposito Erzelli-2 (nome beffardo che ha una storia ed un fine che andrebbero raccontati), una anomalia che ha generato posizioni contrastanti, benché la vicenda sia una delle pagine della città di cui andare meno fieri.

Ora è saltata fuori persino la FILT-CGIL con un comunicato di schietta natura sindacale a difesa del deposito (Spinelli, ndr), con argomenti in sé plausibili ma che alzando anche di poco  l’asticella di una Logistica più matura e meno provinciale, insieme ad una visione più ampia del rapporto di convivenza città-porto, può essere facilmente contestabile perché sposa le tesi dei terminalisti che non hanno ancora digerito il fatto che i depositi di vuoti vanno piazzati oltre Appennino, senza alterare il lavoro di chi oggi è impiegato in quei traffici , saturando i viaggi A/R pieno/pieno a beneficio di tutti incluso il mercato. Ma prima o poi anche Genova sarà costretta dagli eventi a fare un upgrading della logistica portuale, col porto ed i suoi terminal H24.

Non un passo né semplice né scontato, la spinta arriverà dagli armatori come MSC e Hapag Lloyd in primis (ma non solo) con le loro strutture verticali pensanti che gestiscono i loro servizi integrati mare-terra. Intanto resta irrisolta la questione della rotonda d’Acri, che nel breve-medio periodo non ha soluzioni., ma sarà uno dei tanti pungoli che faranno scattare proteste e innovazioni logistiche a Genova attese da anni, e che persino il crollo del Ponte Morandi non ha saputo attivare.

Bisogna smetterla di procedere per episodi slegati nel pensare infrastrutture e a realizzarle in tempi furi mercato, altrimenti Genova non si riscatterà mai. Intanto i cittadini di Cornigliano ringraziano sentitamente per l’ennesima mazzata sul loro quartiere. Almeno si spera che i raccordi della Guido Rossa con la viabilità di sponda DX e SX procedano a mettere un po’ d’ordine nella bolgia dantesca della viabilità cittadina.

(foto di copertina da Liguria oggi.)

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