Ogni estate tornano dichiarazioni d’intenti e annunci da parte di personalità politiche che spesso sembrano non conoscere nemmeno quanto produca realmente l’area a freddo di Cornigliano.
Sappiamo però che Cornigliano e la sua piana fanno gola a molti interessi economici.
Ci chiediamo come mai il Comune e la Regione non si mobilitino con la stessa determinazione per garantire una sanità pubblica all’altezza dei bisogni dei cittadini. Una città può essere abitata, attrattiva e produttiva solo se dispone di ospedali efficienti e di servizi sanitari adeguati. Da anni chiediamo un quadro trasparente delle patologie suddivise per quartiere. Le nostre richieste continuano però a scontrarsi con muri di gomma istituzionali, proprio in quelle istituzioni che i nostri avi avevano immaginato come garanti della democrazia e dell’equità. La sensazione è che il dialogo con i cittadini non interessi davvero e che non porti alcun vantaggio a chi rappresenta le diverse forze politiche.
In Liguria cresce l’incertezza perfino sul diritto a curarsi. Vorremmo che questo tema fosse una priorità per Comune e Regione.
Vedere amministratori sorridenti durante inaugurazioni e festeggiamenti, mentre tante questioni restano irrisolte, alimenta un senso di tradimento. La politica dovrebbe servire a migliorare concretamente la vita delle persone. Ricordiamoci sempre che la democrazia non è scontata. I rappresentanti delle varie coalizioni dovrebbero sentirsi al servizio dei cittadini e non degli interessi di parte.
Si parla continuamente di produzione, molto meno di lavoro di qualità e di qualità della vita. Si promettono numeri, ma raramente si affrontano i problemi reali delle persone. Chiediamo di non alimentare contrapposizioni tra cittadini e di smettere, ogni agosto, di riproporre progetti che molti considerano inaccettabili.
Taranto rappresenta un caso che continua a far discutere. C’è chi sostiene che la chiusura degli impianti possa ridurre l’esposizione all’inquinamento e ai suoi possibili effetti sulla salute, pur riconoscendo le pesanti conseguenze occupazionali. Per questo riteniamo che una riconversione industriale accompagnata da una grande opera di bonifica potrebbe rappresentare un’alternativa, garantendo lavoro e tutela dell’ambiente. Lo stesso principio dovrebbe valere anche per Cornigliano. Ogni volta ci viene chiesto di accettare nuovi progetti industriali senza che vengano chiariti fino in fondo gli impatti ambientali e sanitari. Il timore è che il mare e l’intero territorio ligure possano pagarne le conseguenze, con ricadute anche sul turismo e su tutto il suo indotto. Investite nella vita. Investite nel futuro di una popolazione che chiede salute, ambiente e prospettive per i propri figli.
Meno armi, più ospedali. Meno militari, più infermieri.
Chiediamo più medici, una sanità pubblica forte e professionisti che conoscano il territorio e le persone, capaci di costruire un rapporto umano con i pazienti. Non vogliamo una sanità modellata su sistemi che aumentino le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Se questa Regione continuerà su questa strada, sempre più persone saranno costrette a cercare altrove opportunità, servizi e qualità della vita, lasciando spazio a un modello fondato sul lavoro a basso costo.
Vorremmo dirvi che non ci stiamo. Continueremo a far sentire la nostra voce, anche se troppo spesso abbiamo l’impressione che nessuno voglia davvero ascoltare.
