News

La sicurezza si costruisce con più Stato e mettendo insieme risorse, competenze e responsabilità per restituire i territori a chi li vive. By R. Traverso (Siap)

SICUREZZA A GENOVA: I DELINQUENTI RESTANO DELINQUENTI, MA NON CONFONDIAMO I FISCHI CON I FIASCHI.

Senza sminuire in alcun modo la pericolosità di chi delinque, anche quando si maschera da tifoso — soggetti nei confronti dei quali lo Stato, ma anche i Comuni delle città interessate, investono molte delle poche risorse disponibili — il tema della sicurezza a Genova non cambia.

La priorità deve essere chiara: lotta allo spaccio di stupefacenti, soprattutto quando è nelle mani della criminalità organizzata, accompagnata da un vero recupero urbanistico e sociale del territorio.

Bisogna togliere chi delinque dal territorio.

📍Come? Non bastano certo le solite operazioni Alto Impatto o Largo Raggio, che possono essere utili ma che, da sole, non possono rappresentare una strategia strutturale. Occorre mettere insieme le poche risorse disponibili, concentrandole dove servono realmente.

📍Da quant’è che lo diciamo? Penso che non ci voglia molto a capire che il modello delle passeggiate nei quartieri, accompagnate dall’annuncio che “abbiamo migliorato i servizi”, “i dati dicono che i reati sono diminuiti” ecc. ecc., non faccia altro che alimentare il malcontento di chi vive quotidianamente determinate situazioni. E sia ben chiaro: è un modello che a Genova va avanti da almeno dieci anni. Eppure continuiamo a illuderci che possa bastare.

Ma chi vive a Genova non vuole soltanto leggere dati o ascoltare comunicati.

Vuole vedere un cambiamento concreto sotto le proprie finestre, nei propri quartieri e nei portoni di casa.

📍Come? Con più controlli. Ma soprattutto con una presenza stabile e qualificata dello Stato sul territorio.

📍Come? Mettendo a disposizione dei presidi di sicurezza di prossimità risorse umane con la qualifica di agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria, in grado di intervenire concretamente sui fenomeni di illegalità e di cominciare a bonificare quella desertificazione sociale che favorisce il radicamento del degrado e della criminalità.

📍Ovvero? Per esempio: Commissariati della Polizia di Stato che possano coordinare direttamente aliquote di personale della Polizia Locale per attività investigativa o amministrativa sul territorio dei vari Municipi comunali.

Visto che adesso a causa della carenza di organico questo non avviene e l’attività investigativa della Polizia di Stato può concentrarsi solo per le importanti indagini svolte dalla Squadra Mobile delegate dalla Procura che però non possono dedicarsi allo sradicamento del piccolo spacciatore dal territorio. Inoltre sarebbe fondamentale potere contare anche sul supporto ed ausilio di chi svolge i servizi sociali, perché la sicurezza non si costruisce soltanto con la repressione: bisogna ricostruire le condizioni sociali che impediscono ai territori di essere abbandonati a sé stessi e questo vale anche per il delicatissimo argomento dei minori non e anche accompagnati.

📍È possibile? Sì.

🔗Ma soltanto se si comincia finalmente a parlare di Patti sulla sicurezza in modo strutturato, mettendo attorno allo stesso tavolo Stato, Regione, Comune e servizi territoriali, con obiettivi concreti, risorse individuate e responsabilità precise.

📍Il SIAP lo dice da anni. E continueremo a dirlo.

Perché la sicurezza non si costruisce con le passeggiate. Si costruisce mettendo insieme risorse, competenze e responsabilità per restituire i territori a chi li vive.

Roberto Traverso

#Sicurezza#Genova#SIAP#PoliziaDiStato#SicurezzaUrbana#Legalità#LottaAllaCriminalità#LottaAlloSpaccio#CriminalitàOrganizzata#PresenzaDelloStato#SicurezzaDiProssimità#PattiPerLaSicurezza#RecuperoUrbano#RecuperoSociale#Territorio

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti

To Top