OVVERO: affrontare armati il disagio sociale per ridurre disuguaglianze e reati è davvero la soluzione alla sensazione di insicurezza dei corniglianesi?
Nel complesso la criminalità a Cornigliano non è aumentata in modo significativo rispetto a come si viveva negli anni 60/70/80: la crescita oggi riguarda soprattutto risse e aggressioni in strada che hanno la più alta incidenza sulla percezione di insicurezza dei residenti. Comunque, anche se Cornigliano non è diventata più insicura nel complesso rispetto al passato, la sensazione oggi di insicurezza dei cittadini è giustificabile a partire dai dati.
Non possiamo ignorare ne’ tantomeno nascondere il fatto che molti dei reati sono commessi da giovani immigrati che vivono un profondo disagio sociale in molti casi alimentato da esclusione, mancanza di prospettive e desiderio di rivalsa; un senso di emarginazione che spesso nasce già quando i ragazzi vanno a scuola.
Anche se il presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine è necessario affidarsi unicamente a questo è un errore perché si tratta di misure estemporanee che rischiano di esasperare gli animi e quindi i conflitti mentre servirebbe anche quella lungimiranza istituzionale capace di avviare percorsi strutturali di recupero della marginalità per arrivare ad un condiviso rispetto delle regole.
Scuole, ascolto del territorio, servizi e politiche sociali, rivolte principalmente alle famiglie in stretta collaborazione con forze dell’ordine adeguatamente formate, sono una efficace ricetta per porre rimedio a quella dilagante sensazione di insicurezza opportunamente e convenientemente cavalcata ed esasperata da certa politica che paragona il nostro quartiere al far west, per cui dobbiamo tutti armarci di pistole che magari potremo dedurci dalle tasse, ma che nello stesso tempo è quella politica che non costruisce scuole e toglie servizi creando quel disagio che poi essa stessa strumentalizza nutrendosene a piacimento.
In conclusione la sicurezza non può essere garantita soltanto con misure d’ordine pubblico ma serve che lo Stato, in tutte le sue variegate espressioni, dedichi più risorse a prevenzione, coesione sociale e capacità di ascolto dei territori.
Se vedemmu