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Ma perché quando sentono la parola “siderurgia” i corniglianesi s’incazzano?

Vediamo innanzitutto cosa si intende per siderurgia. E’ l’insieme delle tecniche che hanno per scopo la produzione e la PRIMA LAVORAZIONE a caldo del ferro, della ghisa, dell’acciaio e delle ferroleghe, fino alla produzione di semilavorati quali lingotti, billette, brame, laminati, ecc.

Evidenziamo volutamente il concetto di “prima lavorazione” perché sta alla base di un mai escluso ritorno al ciclo integrale a Cornigliano, e quindi anche all’attività a caldo bocciata dalla Magistratura con una sentenza del TAR prima a Cornigliano e oggi a Taranto.  I corniglianesi si irritano fortemente perché la siderurgia a Cornigliano avrebbe come obbiettivo la produzione di semilavorati in varie forme attraverso un ritorno ad un inquinante procedimento fusorio con uno o più forni elettrici ad arco (EAF) e successive lavorazioni a caldo anch’esse inquinanti.

Diverso il discorso se parliamo di sole lavorazioni a freddo come quelle che già avvengono nell’impianto di Cornigliano che potrebbero essere implementate in quanto è un processo di elevata qualità e di grande mercato che consente di trattare i metalli utilizzando tecniche a freddo come la laminazione, trattamenti chimici opportunamente protetti, taglio e modellatura di “coils” (rotoli lamiera, ndr) provenienti da luoghi dove la presenza di un’acciaieria, a seguito di leggi che lo consentano, non rappresenta un problema di incompatibilità ambientale per il territorio che la ospita.

Ma quali sono i vantaggi per l’ambiente della sola lavorazione a freddo rispetto ad un ciclo integrale?

  • Risparmio energetico: La lavorazione a freddo dei metalli richiede una quantità significativamente inferiore di energia rispetto alla lavorazione a caldo. Poiché non è necessario riscaldare i metalli a temperature elevate, si riduce il consumo di energia per il processo di lavorazione. Ciò contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra e dell’impronta ambientale complessiva dell’industria metallurgica.

  • Riduzione delle emissioni di CO2: La lavorazione a freddo dei metalli contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2. Poiché non sono coinvolte alte temperature, non si verificano reazioni chimiche che portano alla liberazione di grandi quantità di CO2 nell’atmosfera. Questo è particolarmente rilevante in un momento in cui le variazioni climatiche sulla nostra Regione, e non solo, sono preoccupazione di tutti.

  • Minore consumo di acqua: La lavorazione a freddo dei metalli richiede meno acqua rispetto alla lavorazione a caldo. La lavorazione a caldo spesso richiede il raffreddamento dei metalli con grandi quantità di acqua per prevenire il surriscaldamento. La lavorazione a freddo, al contrario, può essere eseguita con una quantità ridotta o addirittura senza acqua, contribuendo al risparmio delle nostre preziose risorse idriche.

  • Minore produzione di rifiuti: La lavorazione a freddo dei metalli genera meno rifiuti rispetto alla lavorazione a caldo. Durante la lavorazione a caldo, spesso si verificano perdite di materiale dovute alle operazioni di scriccatura, taglio e rifinitura. La lavorazione a freddo, invece, riduce notevolmente la formazione di scarti, che comunque verrebbero riciclati, poiché la deformazione avviene senza la necessità di tagliare e rimuovere grandi quantità di materiale

  • Ultimo ma non ultimo l’impatto catastrofico che il maggior inquinamento avrebbe sulla salute degli stessi lavoratori e dei residenti di un quartiere dove l’incidenza di malattie oncologiche è da molti decenni di quattro volte superiore rispetto ad altre zone cittadine.

 Se vedemmu

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