A proposito di decisioni calate dall’alto (ndr).
Ormai è noto praticamente a tutti che, al contrario di quello che si è sempre pensato, le dimensioni non contano (ma conta come si usa).
No. Non stiamo parlando di argomenti pruriginosi riservati ad un pubblico adulto, ma delle infrastrutture da realizzare nel nostro municipio e degli spazi chiamati ad ospitarle.
E’ di un paio di giorni fa la notizia della visita a Genova del Ministro Abodi, nel corso della quale – pare – si è parlato anche del c.d. “Palabombrini” (Ministro Abodi a Genova, presidente Bucci: “Regione sta investendo negli impianti sportivi della Liguria” – Genova3000), il nuovo palazzetto dello sport da oltre 3.000 posti che, nelle intenzioni dell’attuale amministrazione, dovrebbe sorgere a Cornigliano. Notizia che segue anni di dichiarazioni e di vane promesse da parte dell’allora Vice-Sindaco ed attuale Sindaco di condivisione con il territorio del progetto da realizzare.
Si tratta, ha detto il Presidente della Regione, di un’opera tanto attesa. Da chi sia attesa, però, non è dato sapere.
Cornigliano è un quartiere che, sostanzialmente, non dispone ad oggi, di un campetto da basket o da pallavolo, di una pista di pattinaggio, di campetti da calcio o da padel, di un posto in cui poter andare a fare jogging, una semplice sgambata o un giro in bici. E, diciamocelo pure, lo stato delle infrastrutture ad uso libero – di quelle pochissime che esistono – è più che fatiscente.
Nonostante questo, però, invece di pensare a realizzare qualcosa che sia “a misura di collettività”, che garantisca un beneficio quotidiano alla delegazione, che possa essere gestito dalle nostre associazioni, si immagina una infrastruttura “monstre”, la cui gestione non potrà che essere affidata a qualche privato di chissà dove, che non potrà essere utilizzata, giorno per giorno, da chiunque ne abbia desiderio.
Un Palasport che, magari, ospiterà una ventina di eventi l’anno (a ben sperare) e che, per il resto del tempo, sarà inaccessibile.
Dalle informazioni di stampa, si evince che il progetto è stato predisposto (e dovrebbe essere realizzato) da Mall of Sport S.r.L. (alias M.O.S. S.r.L.): navigando sul loro sito internet (www.mallofsport.it) è possibile scaricare il progetto relativo a Cornigliano per vedere che su un’area occupabile di circa 37.000 MQ solo la metà sarebbe destinata ad ospitare strutture sportive, mentre oltre 11.000 MQ sarebbero occupati da aree ristorazione e negozi, e circa 12.000 MQ per parcheggi da destinare a servizio della struttura.
Tra le aree destinate a strutture sportive, circa 10.000 MQ (sui 18.000 MQ complessivi) sarebbero occupati dal palatletica e, quindi, sarebbero utilizzate sostanzialmente solo per eventi di certe dimensioni.
Interessante (per non dire altro) è l’individuazione del potenziale bacino interessato dalla struttura: sul sito, infatti, si legge che “il bacino d’utenza ha un’isocrona di 90 minuti d’auto, ampliabile in caso di eventi nazionali ed internazionali”. In altre parole, si ipotizza che, al di fuori di eventi nazionali ed internazionali, la struttura potrebbe essere utilizzata da persone di Vercelli, Milano, Forte dei Marmi, Piacenza che potrebbero decidere di spendere una domenica diversa andando ad utilizzare le strutture del Palabombrini (sic!).
Senza contare che, a vedere la cartina, Novi Ligure è inserita tra le località che in 20 minuti potrebbe raggiungere Cornigliano…forse in elicottero, lanciandosi col paracadute sopra il nuovo Palabombrini…
Oltre 3 milioni di possibili utenti, a dire del proponente.

Sia chiaro, non è un no a qualsiasi proposta di qualunque genere. Ma è questa la struttura di cui Cornigliano ha bisogno? Una struttura con altri negozi e ristoranti gestiti “da fuori”?
Sarà che un paio di settimane fa ho deciso di passare un paio d’ore a Prà per portare la mia bimba in bici. Ricordate come era Prà 10 anni fa?
Sarà che ho visto gelaterie e bar pieni di persone che attendevano il proprio turno per ordinare, locali aperti che beneficiavano della presenza di gente di altri quartieri.
Sarà che Prà ha dimostrato che certe cose possono esistere anche se non sei in Corso Italia o adl Albaro o a Nervi.
Cornigliano e i Corniglianesi hanno il diritto di riappropriarsi dei propri spazi, di poterli vivere e di poterne godere. Hanno il diritto di poter condividere le scelte che l’Amministrazione intenderebbe prendere, di poterle orientare, di poterle bloccare.
Cornigliano e i Corniglianesi hanno il diritto di poter beneficiare, anche economicamente, di quello che nei loro spazi verrà realizzato.
Un progetto così grande (e così costoso) certamente non sarà gestito a livello locale, né potrà essere, al netto delle belle parole, utilizzato per le esigenze quotidiane dei Corniglianesi.
Perché si sa, le dimensioni non contano. I Corniglianesi potrebbero certamente godere più di infrastrutture piccole, curate, da usare giorno per giorno che di palazzetti che saranno pur grossi…ma quando (e se) li usi, poi, rimani deluso
El Morisco
05/05/2025 at 10:23 AM
Nulla da eccepire. Ora vediamo se “lorsignori” diranno no
Carlo Ghio
05/05/2025 at 10:31 AM
Tutti gli atleti genovesi, facenti parte delle numerose società di atletica leggera del territorio, si devono recare per le loro gare ai palasport di Padova oppure Ancona, che sono i più “vicini”. Non parliamo poi dei quotidiani allenamenti che si tengono a Villa Gentile al freddo o sotto la pioggia per tutto l’inverno.
Ricordo che abbiamo e abbiamo avuto numerose atlete ed atleti in nazionale e che hanno partecipato alle Olimpiadi. Nei suddetti palazzetti, si organizzano gare e campionati quasi settimanalmente, postando un arrivo di migliaia di persone tra atleti e accompagnatori. Sarebbe un’ottima occasione per portare altra base a praticare uno sport veramente per tutti, non solo per pochi (vedi ex mercato comunale che è stato preparato per le arti marziali a spese della comunità).