Spesso leggiamo sui social segnalazioni di cittadini di situazioni di degrado che necessitano di interventi, il più delle volte urgenti, sulla cosa pubblica. Interventi che vengono rimessi alla buona volontà dell’amico lettore sul social e Amministratore di turno, ma che non hanno nessun valore giuridico e di presa di impegno del suddetto. A questi, se esauditi, seguono sempre personali e amichevoli ringraziamenti o critiche. Non è così che deve funzionare.
La strada corretta è quella di “SegnalaCi” la piattaforma web che permette ai cittadini di segnalare alla Pubblica Amministrazione problematiche riguardanti la città (manutenzioni mancate, sfalci e potature necessari, situazioni potenzialmente pericolose come buche sull’asfalto, abbandono rifiuti e ingombranti, problemi relativi a carenze igienico sanitarie, segnalazione relitti, discariche abusive, problemi di pubblica sicurezza e di incolumità fisica, lampade spente, ecc…) L’obiettivo è quello di facilitare la comunicazione tra uffici e richiedenti: la nuova modalità di segnalazione permette infatti di conoscere in tempo reale lo stato di avanzamento della richiesta, a quale ufficio è stata affidata, a che punto è arrivata e, con una notifica, l’interessato sarà informato ad ogni aggiornamento e al momento dell’evasione.
L’indirizzo corretto a cui rivolgersi è: https://segnalazioni.comune.genova.it/
Alla richiesta del cittadino viene assegnato e riferito un numero di protocollo e a questo punto viene dato corso nei tempi di legge obbligatori ad un procedimento (atto) che in base al Dispositivo dell’art. 328 Codice Penale recita:
“Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa……….”
Vedi anche: Pubblico ufficiale: quando c’è omissione di atti d’ufficio?
Se vedemmu
(foto generica dal web)