Le aree A1, A2, A3, A4, A5 di Cornigliano, ancora oggi in concessione all’ex Ilva (Acciaierie d’Italia), sono a ridosso delle case, delle scuole, degli impianti sportivi e del mercato rionale. È qui che vogliono costruire il nuovo forno elettrico.
Non si tratta di un sito isolato o lontano dalla città. Si tratta di una fabbrica pesante a pochi metri dall’abitato, in una delle zone più densamente popolate di Genova Ovest.
Gli studi scientifici parlano chiaro: le emissioni delle acciaierie elettriche contengono particolato fine, metalli pesanti, microinquinanti. Anche se “filtrato”, questo particolato non si ferma ai cancelli della fabbrica, ma viaggia con l’aria, si accumula nelle zone circostanti, penetra nei polmoni, nelle scuole, nelle case.
Il vento a Cornigliano non salva: è spesso debole o intrappolato dall’orografia, con effetti di stagnazione e accumulo. I modelli meteorologici ufficiali (SAFE_AIR, VAS Regione Liguria) lo confermano da anni.
Cornigliano non è sacrificabile.
Chi tace, acconsente.
Diciamo NO al forno elettrico sotto le finestre dei cittadini.
Comitato No Forno Elettrico Cornigliano