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Siamo molto vicini al momento in cui i corniglianesi devono sapere interpretare il malessere sociale facendolo diventare azione concreta.

Ora che i corniglianesi possono affermare di essersi contati in una affollata assemblea che non ha precedenti, non solo di liberi cittadini non militanti ma anche di rappresentanti di numerose associazioni e comitati del territorio che a loro volta  portano la voce e le preoccupazioni di migliaia di associati e delle loro famiglie, occorre a nostro giudizio intraprendere un percorso corretto, chiaro,  aperto e costituente che stabilisca modi e tempi di una probabile civile protesta con competenza e spirito di inclusione libero e indipendente e non di autoreferenzialità o tifo da stadio.

Attendiamo pure le spiegazioni che verranno dal Ministero ma se, come pare, non ci sarà un passo indietro sulla questione forno elettrico a Cornigliano,  sarà essenziale  avviare un confronto che coinvolga tutta la città di Genova partendo dai Municipi, iniziando dal nostro, con delibere locali a sostegno della nostra protesta. Pensate che valore politico potrebbero avere nove delibere che a grande maggioranza si esprimono su di una questione così importante.

Comunque vada il diritto alla protesta civile è un principio fondamentale sancito dalla Costituzione (art.17) che garantisce ai cittadini la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni e manifestare il proprio dissenso nei confronti delle decisioni prese dalle istituzioni perciò prepariamo coperchi e pentole.

L’inquinamento atmosferico non ha confini. Con Scirocco e Libeccio, che a Genova soffiano tutto l’anno, arriva da Voltri a Nervi

Se vedemmu

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