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Cornigliano. Analisi spietata di un quartiere di Genova

“Cornigliano (Cornigen in ligure) o Cornigliano Ligure (denominazione ufficiale di quando era comune autonomo) è un quartiere di Genova, Municipio VI – Medio Ponente. Situato lungo la costa nel Ponente cittadino, tra le ex-delegazioni di Sampierdarena e Sestri Ponente, con quest’ultima compone il Municipio VI Medio Ponente.” Questa almeno è la definizione geografica che Wikipedia da del nostro quartiere.  

Ma vediamo quella politica. Cornigliano (Cornigen in ligure) o Cornigliano Ligure (denominazione ufficiale di quando era comune autonomo) è un quartiere di Genova, Municipio VI – Medio Ponente. Situato lungo la costa nel Ponente cittadino tra un’Amministrazione municipale e una Comunale entrambe di centro sinistra. Qualcuno potrebbe pensare che fortunati i corniglianesi che possono godere di maggiori attenzioni ma è veramente così?

Nel frattempo Cornigliano è terra di nessuno, di scontri e di continue ripicche politiche dove a farne le spese, come in tutte le guerre che “si rispettano”, sono i “civili”. Quei “civili” spesso troppo impegnati a fare da claque a questo o quel politico, in quel momento in auge oppure trombato alle ultime elezioni, in cambio di un po’ di visibilità e promesse di favori futuri; sempre pronti a mettere bene in luce quanto non fatto prima da altri e quanto invece fatto adesso o viceversa al punto di dimenticarsi cosa realmente vogliamo essere oggi e soprattutto cosa fare domani di un’intera comunità. L’importante è sempre parlare male degli altri come in un mantra.

Più penso a quanto abbiamo passato per oltre settant’anni, avendolo vissuto in prima persona, e più mi si gela il sangue quando sento dire: “Accontentiamoci di questo perché il poco è sempre meglio che il nulla”, oppure: “Consentiamo che si faccia questo (vedi autoparco Bucci/Spinelli a Bombrini) che poi (forse), tra qualche anno, potremo farci un bel parco”.

Eppure Cornigliano, è il luogo della città dove stanno avvenendo cambiamenti epocali e probabilmente, insieme al Porto, Campi e Erzelli, è il luogo dove si crea più PIL che in tutta la Liguria (per capirci a noi il Water Front ci fa una sonora pippa) eppure i corniglianesi, abilmente e inconsapevolmente divisi da certa politica, sono gli unici che continuano a non rendersene conto sempre in attesa di una sapientemente dosata nel tempo riqualificazione ci accontentiamo di tagli di nastri e interventi minimali e straordinari spesso svolti male e fatti in qualche occasione per favorire questo o quel soggetto a seconda della propria convenienza politica (vedi assegnazione dell’ex mercato rionale), dimenticandoci di ciò che spetta di diritto a TUTTI in quanto cittadini contribuenti a parziale compensazione di indicibili sofferenze pregresse. Società per Cornigliano usata da certa politica come una sorta di Bancomat.

La politica del: “Ghe pensi mì” e del “Non disturbare il conducente” che continua a prevalere su decisioni che dovrebbero essere condivise e collegiali attraverso il Gruppo di Lavoro. Ma dico io si può andare avanti cosi? Se vogliamo realmente cambiare questo quartiere dobbiamo prendere consapevolezza collettiva di una enorme forza di contrattazione che possiamo mettere sul piatto perché è l’unica condizione che può fare realmente paura a chi ci ha privato negli anni di servizi essenziali e a chi oggi pensa di voler farci tornare al passato ed a una convivenza con realtà incompatibili con l’ambiente, la vita e la salute delle persone. Quell’ambiente dove ci piacerebbe continuare a vivere, far crescere i propri figli e perché no investire; perché questo riguarda tutti noi indipendentemente dalla nostra appartenenza politica.

Se vedemmu

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