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A Cornigliano, da 20 anni, nessun controllo della qualità dell’aria

Comunicato Stampa

22 agosto 2025

Cornigliano senza centraline: Comune assente, Regione inerte, Governo irresponsabile. I cittadini traditi.

A Cornigliano, quartiere che da decenni paga il prezzo più alto in termini ambientali e sanitari, da anni non esiste una centralina ufficiale di monitoraggio dell’aria. La stessa ARPAL ha confermato che la centralina dismessa non è mai entrata a far parte della rete regionale e che la competenza è della Città Metropolitana di Genova.

La responsabilità di questa assenza si trascina da tempo: le passate amministrazioni comunali e metropolitane hanno consentito la dismissione senza sostituzione e non hanno mai garantito un presidio stabile. E’ pertanto fondamentale che si intervenga immediatamente per risolvere questa grave situazione.

Intanto il Governo insiste con un’ipotesi che nulla ha a che vedere con la “decarbonizzazione”: a Genova la produzione a caldo è stata spenta vent’anni fa con l’Accordo di Programma del 2005, oggi messo in discussione. Il forno elettrico significherebbe in realtà la reintroduzione surrettizia di un’area a caldo, con tutti i rischi ambientali e sanitari che ciò comporta, mascherata da “transizione verde”.

Denunciamo con forza:

• le responsabilità storiche delle amministrazioni passate che hanno abbandonato Cornigliano senza centraline e le responsabilità della attuale amministrazione;

• la scelta del Governo di proporre nuovi impianti in un territorio già segnato da malattie e inquinamento, senza valutazione della situazione epidemiologica e ambientale e degli impatti cumulativi.

Chiediamo:

1. l’immediata installazione di una nuova centralina ARPAL a Cornigliano, come minimo presidio di trasparenza e tutela;

2. un tavolo pubblico urgente in relazione all’ipotesi EAF a Cornigliano con Comune, Città Metropolitana, Regione e Ministero, in cui siano presentati i progetti reali e gli studi sugli impatti ambientali e sanitari;

3. il rispetto integrale dell’Accordo di Programma del 2005, che aveva garantito ai cittadini la fine definitiva delle produzioni a caldo.

Cornigliano non può continuare a essere sacrificata.

Chi governa oggi – e chi ha governato ieri – deve assumersi le proprie responsabilità.

Comitato No Forno Elettrico Genova

Nella foto una delle due centraline di rilevamento presenti a Cornigliano inattive

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