Tra le attività commerciali e culturali ludico ricreative sono più del doppio quelle che chiudono rispetto a quelle nuove confermando così una decrescita che dura da almeno dieci anni. I dati evidenziano una crisi strutturale nelle nascite imprenditoriali di qualità e di ritrovi mentre proliferano questi ultimi con vere e proprie attività commerciali imprenditoriali mascherate da Circoli culturali o da ASD.
Se le nuove aperture di qualità a Cornigliano, salvo alcune eccezioni di chi era già presente sul territorio coraggiosamente migliora la sua offerta, posizione e aspetto si fanno sempre più rare, le chiusure continuano inesorabilmente a crescere in misura nettamente maggiore.
Un vero e proprio tsunami commerciale e sociale che non minaccia solo l’economia locale ma trasforma il tessuto sociale in qualche cosa di diverso a seguito di un negativo impatto sulla vitalità di un quartiere e dei rapporti tra le persone.
Un enorme sottovalutato problema sia sul piano economico che su quello sociale per risolvere il quale, fino ad oggi, non si è fatto nulla o poco per porre un argine alla scomparsa dei piccoli negozi e di quei ritrovi sicuri che rappresentavano vere e proprie isole felici. Ne citiamo alcuni di questi ultimi: la SOMS di Via De Cavero, Il Circolo dei pescatori sulla Colombara, Il Circolo di Campi, la Bocciofila Cornigliano, i combattenti di Coronata e l’ARCI Rizzolio chiusi nella più totale indifferenza istituzionale in una prospettiva, sempre più concreta, di un fiorente avvento di un monopolio del commercio e della cultura popolare stessa.
Se vedemmu