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L’interesse di tutta la città alle scelte ambientali ha superato negli ultimi sei mesi il milione di visualizzazioni.

Comunicato Stampa del Comitato NO forno Genova

Oltre un milione e centosessantamila visualizzazioni in sei mesi: l’interesse dei cittadini per le scelte ambientali supera i confini locali

Negli ultimi sei mesi la pagina del Comitato No Forno Elettrico Genova ha raggiunto circa 1.160.000 visualizzazioni complessive. Il dato deriva da un picco di oltre un milione di visualizzazioni concentrato in un trimestre, seguito da ulteriori 163.380 visualizzazioni negli ultimi 90 giorni. Una quota largamente maggioritaria del pubblico non è direttamente legata al territorio di Cornigliano.

I dati mostrano un interesse che coinvolge non solo Genova e la Liguria, ma anche Taranto, altre realtà industriali italiane, comitati ambientali nazionali e cittadini attenti alle politiche ambientali e sanitarie.

Questo risultato non rappresenta un episodio di comunicazione occasionale, ma il segnale di un potenziale pubblico ampio, informato e attivo, pronto a seguire e a intervenire nei momenti critici in cui vengono assunte decisioni che incidono sull’ambiente, sulla salute pubblica e sulla qualità della vita.

L’interesse si è riacceso in modo particolare in concomitanza con la nuova fase dell’ex Ilva, segnata dalla prospettiva di vendita a un investitore privato. Le incertezze sul futuro industriale, ambientale e occupazionale del sito, unite ai rischi di una riduzione delle garanzie pubbliche, hanno riportato al centro del dibattito il tema delle scelte strategiche che riguardano l’acciaio, l’energia e l’impatto sanitario sui territori.

La pagina del Comitato lavora a 360 gradi sulle principali criticità ambientali del territorio, non limitandosi al tema del forno elettrico ad arco. L’attenzione è rivolta anche alle proposte di realizzazione di un inceneritore a Scarpino, alle aree ex Ilva non ancora bonificate, all’inquinamento atmosferico monitorato anche attraverso centraline civiche autogestite, ai dati epidemiologici disponibili, al tema del DAC, ulteriore elemento di preoccupazione ambientale, e alla diga riempita con fanghi contaminati.

I cittadini hanno progressivamente riconosciuto e condiviso un metodo di lavoro fondato sulla competenza e sulla complessità: studio dei documenti tecnici, collaborazione con esperti di diversi ambiti, raccolta e analisi dei dati, mobilitazione informata della cittadinanza, redazione di documenti strutturati, dialogo costante con la stampa e costruzione di un legame sinergico con i cittadini e i comitati di Taranto.

Questo approccio ha contribuito a rafforzare la percezione di autorevolezza del Comitato No Forno Elettrico, non come soggetto di protesta episodica, ma come interlocutore civico consapevole, capace di tenere insieme informazione, partecipazione e proposta.

Ulteriore elemento di credibilità è il lavoro svolto in collaborazione con i comitati già attivi sul territorio, con le istituzioni e con il supporto di consulenti legali, che consente di affrontare le questioni ambientali anche sul piano normativo e amministrativo.

I numeri registrati indicano che l’ambiente non è un tema di nicchia e che esiste una domanda crescente di informazione seria, trasparente e fondata sui dati. Una domanda che chiama in causa la responsabilità di chi governa i territori e di chi è chiamato a prendere decisioni che avranno effetti di lungo periodo sulla salute collettiva.

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