Oramai non ci stupiamo più di nulla. Non essendo la nostra “zona residenziale”, così almeno rispondeva il comando di Polizia Locale alla nostra istanza di installare dossi dissuasori della velocità nelle nostre strade interne dove sono presenti una scuola primaria, materna, un istituto paritario, un Centro Civico (area ex Dufour), un ricreatorio parrocchiale, un istituto per persone con problematiche (La magnolia) e alloggi Arte protetti (pare che a Quinto e Pegli si possa invece fare). Il Geoportale del Comune di Genova individua ben 71 zone urbanistiche e Cornigliano è inserita in una sorta di limbo al punto che il Comune di Genova e la Soc. Autostrade non la menzionano neanche nei cartelli di uscita dall’A10 nonostante il casello sia posto sul nostro territorio. Si esce per Genova Aeroporto e basta. Ci risulta che situazione analoga per il casello di Genova Voltri si sia risolta con la soddisfazione dei praesi. Altro Comune?
A nulla è servita la mozione presentata nel 2019 dal cons. Comunale corniglianese Vacalebre alla sua stessa Giunta. Allora presidente della Commissione Cultura, Vacalebre intendeva così giustamente valorizzare il nostro territorio a completamento di una riqualificazione in corso. <Un piccolo gesto che avrebbe però grandi ripercussioni sul territorio> furono le sue stesse parole.

In questo quartiere “NON RESIDENZIALE”, di cui non serve nemmeno indicare la direzione per arrivarci, vivono, risiedono (abusivamente?) e lavorano circa 15milaPERSONE e altrettante, probabilmente, dovremo accogliere quando Erzelli, con le sue aziende, il terziario avanzato, il Politecnico e l’ospedale sarà a regime e vedremo auspicabilmente risolta la questione della presenza dell’acciaieria. Quando finalmente la politica si renderà conto che qui RISIEDONO PERSONE ed è il luogo dove si decidono le sorti della città? Intanto ci portiamo avanti noi con una simulazione di R. Di Francesco (vedi sopra) che ringraziamo. Chissà!
Se vedemmu