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Aree Bombrini. Ricordiamoci di Enac prima di fantasticare

E’ destinata ad accompagnarci ancora per diverso tempo la discussione sul destino delle aree ex Ilva disponibili ad eventuali nuovi insediamenti produttivi all’interno della cinta della fabbrica e di quelle al difuori sottratte alla siderurgia destinate al quartiere ma la cosa di cui nessuno parla mai è l’indispensabile e vincolante parere di Enac, l’Ente preposto alla sicurezza del volo civile. Lo stesso Ente che bocciava la costruzione del nuovo ospedale nelle aree di Bombrini (2016) perché, pur essendo fuori dal cono aereo, per l’assembramento che poteva causare era giudicato pericoloso per la navigazione aerea in caso di incidente rilevante. Da quì l’idea del suo trasferimento agli Erzelli.

Il Piano di rischio, che l’Amministrazione è obbligata a redigere (vedi in calce), è un documento che deve contenere tutte le indicazioni e prescrizioni da recepire negli strumenti urbanistici del Comune e ha lo scopo di rafforzarli. I piani di rischio sono i documenti importanti e il loro scopo è quello appunto di rafforzare i livelli di tutela nelle aree limitrofe agli aeroporti. Il nostro quartiere è una di queste. Quel milione di euro tolto alla riqualificazione speso da Società per Cornigliano per volere della Giunta Bucci/Piciocchi per la progettazione di un mega palasport sullo stesso sedime dove non si era potuto costruire un ospedale e che sarebbe stato probabilmente bocciato da Enac con le stesse motivazioni, forse si poteva risparmiare perché magari poteva servire oggi per rimettere mano a via Cornigliano.

se vedemmu

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