Anni fa si diceva che se a proporre qualchecosa è Confindustria va sicuramente a prescindere in c…. agli operai. Oggi, in un contesto generale dove le uniche certezze sono le avances di un’imprenditoria farlocca e stracciona che se ne frega dell’ambiente e della nostra salute più palesemente interessata al pubblico denaro (il nostro) che al benessere di un’intera nazione, figuriamoci di un quartiere, penso che Confindustria vada almeno ascoltata. E allora perché non farlo in una pubblica assemblea presso il Teatro Verdi invitando il presidente Ferrari anziché al circolo del tennis di Albaro? Se le proposte della Confindustria genovese vanno nella direzione auspicabile di nuovi insediamenti produttivi rispettosi dell’ambiente e di una occupazione dignitosa potrebbero trovare tra i cittadini e tra gli stessi lavoratori ex Ilva quel supporto necessario a porre termine ad ogni contrapposizione sociale e a una dichiarata guerra tra poveri verso quella pace sociale indispensabile alla ricostruzione del nostro territorio e della sua economia.
Se vedemmu