E’ trascorso oltre un anno dall’assegnazione tramite bando di villa Serra alla Comunità di S. Egidio che avrebbe dovuto svolgere al suo interno attività di sostegno e di lotta alla dispersione scolastica oltre ad altre attività laboratoriali di diverso tipo rivolte gratuitamente a giovani e anziani. A oggi il prestigioso immobile è ancora in condizioni di inagibilità dovute alla totale assenza dei requisiti igienico sanitari, di sicurezza e di assenza di barriere architettoniche previsti dalla legge per accogliere principalmente minori in un doposcuola. Importante ricordare che la villa non fu concessa all’ istituto Bergese per una sua sede di rappresentanza perché non aveva i requisiti di una scuola. Ma di questo ne abbiamo già scritto. Dato per scontato che, vista l’aria che tira, il Comune di Genova probabilmente non metterà un solo euro nell’indispensabile restyling degli interni della villa dopo aver messo una croce sopra al fantomatico museo dell’acciaio sarebbe forse il momento di far sapere ai corniglianesi cosa si intende realmente fare del bene pubblico e in che tempi. Trattandosi appunto di un bene pubblico, cioè di tutti, chi vivendo in un quartiere ultra popolare e multietnico come il nostro e che magari avrebbe necessità di usufruire di quei servizi che S. Egidio promette di elargire pone all’Amministrazione la semplice domanda: <MA SE, DA QUANDO?>. Intanto il degrado dovuto all’assenza di un presidio giornaliero e civile avanza inesorabile nonostante l’ammirevole buona volontà di alcuni cittadini di preservarla dai Barbari come avvenuto ieri con l’evento “Plastic free” (vedi foto). A proposito tra gli organizzatori e i volontari c’era qualcuno della Comunità assegnataria che magari ce ne poteva dare notizie?
Se vedemmu