Se la grande affluenza al Referendum non vi ha fatto capire che i giovani hanno voluto dare un messaggio molto chiaro alla politica autoreferenziale: “Ci siamo e vogliamo esserci. Vogliamo contare, vogliamo dire la nostra”, questo è grave e patologico. Un segnale profondo e importante dei singoli non solo sui quesiti referendari ma che vale anche su scelte scellerate che qualcuno potrebbe avere in mente di fare sul futuro del nostro territorio. Sappiate che i corniglianesi non hanno nessuna intenzione di abbassare l’attenzione sul destino delle aree ex Ilva e lo fanno tenendosi costantemente informati, ragionando, discutendo non solo estemporaneamente nelle piazze , ma tutti i giorni nelle case, nei negozi, all’interno di associazioni e comitati, nelle parrocchie, nelle officine, nelle scuole, nei bar, nelle strade e non facendo il tifo per o contro qualche interessato “imprenditore” ma come portatori di proposte alternative sensate. Solo così una democrazia può mantenersi viva e rinnovarsi sempre, anche quando non siamo chiamati alle urne.
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