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Investire nell’accoglienza per creare nuove comunità e nuovo benessere

Erano gli anni 50/60 la fame di lavoro portava a Cornigliano intere famiglie dal sud e centro Italia per un posto in acciaieria. Un duro lavoro, ben retribuito se rapportato a quelli che erano gli stipendi di allora, ma che porterà in seguito molte persone ad ammalarsi e l’intero quartiere a degradarsi costringendo molti residenti a cercare casa altrove lasciando spazio ad una nuova offerta immobiliare al maggior ribasso.

A molta indigenza corrispondeva però altrettanta dignità tra chi restava che si arrangiava come poteva ad esempio subaffittando la propria casa a sconosciuti “forestieri” che lavoravano in condizioni estreme alla costruzione della fabbrica prima e in seguito alla produzione in cokeria, altiforni, forni e laminatoi.

A casa di chi scrive hanno soggiornato per diverso tempo alternandosi in due stanze calabresi, lucani, umbri, abruzzesi, toscani, marchigiani e romagnoli rigorosamente in regola con la Questura che controllava e ovviamente con l’autorizzazione interessata del padrone di casa perché così saremmo stati in grado di pagargli l’affitto. Si arrotondava così il basso reddito famigliare grazie a forestieri bisognosi di lavoro che poi negli anni a seguire, perfettamente integratisi, avrebbero trasferito a Cornigliano l’intera famiglia e che venivano così accolti da chi per necessità ne fece virtù perché erano anche gli anni dove potevi leggere a chiare lettere su cartelli apposti su qualche “basso” o su di un portone che in quel luogo i meridionali non erano graditi.

Ma perché diciamo questo? Perché essere stati prevalentemente accoglienti è stato più che mai fondamentale per costruire relazioni significative, inclusive e durature tra i corniglianesi di ieri e di oggi. Perché l’accoglienza non è solo un mero atto di ospitalità ma qualcosa che può creare legami profondi per questo ad esempio mi sento oggi di esprimere riconoscenza verso chi grazie alla sua accoglienza mi ha consentito di conoscere altre persone con le quali costruire insieme una famiglia.

Se vedemmu

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