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Verde a Genova. Nu ghe semmu pe’ ninte. By A. Agostini

ROTTE E NAUFRAGI
Verde a Genova: proprio non ci siamo per niente
Se credevate a partecipazione e trasparenza, costruzione dal basso del comune, una città bella come era stato promesso in campagna elettorale, beh potete scordarvele. Vedi il caso di Piazzale Kennedy, dopo la meravigliosa presentazione del bosco in città che Renzo Piano fece anni fa: il verde sul mare, la spiaggia, i 10. 000 alberi (che poi sono diventati 3/400). Tutte panzane.

E poi la campagna elettorale: la rottura con il passato, i cittadini che collaborano con l’amministrazione. Nulla si è realizzato: gli alberi li ha scelti l’assessore ai lavori pubblici, la gettata di cemento armato è stata fatta alla faccia della delibera secondo cui cemento e asfalto verranno tolti; il bosco si riduce a qualche decina di alberi di vario tipo, per cui le piante indicate dai botanici sono state brutalmente sostituite da quelle scelte dell’assessore. E non basta: quasi tutte vanno anche a finire dentro vasche di cemento.

Quelle poche che ancora non subiscono la triste sventura, vengono piantate in una terra di riporto, quindi bisognosa di bonifica preventiva; ossia l’ultimo dei problemi che è passata per la testa dei nostri amministratori, dell’Igiene, dell’Arpal, della Soprintendenza, della Magistratura (violazione dell’articolo della Costituzione) Da dire: ma a cosa servono tutti costoro? Dovrebbero tutelare la legge a Genova con la loro professionalità, compito per cui sono pagati. Invece se ne stanno zitti. A cominciare da Renzo Piano, che di fronte allo stravolgimento del rendering da lui strombazzato come un venditore di tappeti afgani con residenza parigina, se ne è stato bello zitto, ha portato i soldi a casa e aspetta di tornare con un’altra soluzione meravigliosa da proporre.
Renzo Piano è e rimane il Grande Architetto, ma evidentemente non è un botanico, né un urbanista e neppure un ingegnere idraulico. Per non correre rischi di dover rispondere a qualcuno suo pari – ammesso pensi che ne esista uno – si è ben guardato dal partecipare a questa discussione pubblica.

(NDR: nella foto di copertina uno scorcio del Parco pubblico di valletta Rio S. Pietro a Cornigliano lasciato da oltre 20 anni all’incuria amministrativa)

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