Non crediamo che il nostro quartiere abbia, in tema di sicurezza, maggiori problemi di altri quartieri genovesi in quanto oramai la sicurezza urbana rappresenta una delle questioni più discusse non solo a Genova ma in molte altre grandi città italiane.
Cornigliano non rappresenta quindi l’eccezione.
Tuttavia nonostante il quartiere sia generalmente considerato vivibile nella sua complessità negli ultimi tempi sono emersi segnali di criticità in alcune aree, in particolare nella parte più a sud della via Cornigliano in prossimità di nuovi ritrovi dove, grazie ad allegre concessioni amministrative, morale e etica non hanno trovato casa e dove, da maggior tempo nei giardini Melis di villa Serra ritrovo diurno e serale di balordi vandali, spacciatori e senza tetto la fanno tutti i giorni da padroni.
Anche se fortunatamente la situazione a nostro giudizio non raggiunge ancora livelli critici tipici di altre grandi aree urbane, aumentano le denunce e le mobilitazioni dei residenti preoccupati per l’escalation rispetto agli anni precedenti.
Più che i fenomeni di micro criminalità come furti, borseggi e furti d’auto quello che probabilmente sembra preoccupare maggiormente i corniglianesi è la violenza gratuita di cui molti individui fanno sfoggio impuniti che si manifesta in diversi aggressivi modi. Uno sguardo, un urto anche involontario di una persona sfociano con facilità in una rissa e accoltellamenti che in alcuni casi possono coinvolgere passanti ignari intervenuti a difesa di qualcuno.
Non possiamo però fare a meno di notare che paradossalmente la rigenerazione urbana, tutt’ora in corso attraverso diversi interventi di riqualificazione con l’obiettivo di migliorare gli spazi pubblici, aumentare l’illuminazione e favorire la presenza di attività sociali e economiche, abbia ottenuto l’effetto inverso cioè quello di offrire spazi agli incivili. Giardini Melis e Lineare ad esempio. Accade così che l’opera quotidiana di quella associazioni e di quei volontari che insieme ai commercianti seguono con attenzione e speranza le trasformazioni in atto con progetti culturali e sociali diventa così vana perché sopraffatta da una inciviltà sempre più diffusa alla quale le Istituzioni preposte sottorganico hanno enormi difficoltà a porre rimedio.
Per questo la soluzione non può comunque essere la militarizzazione del territorio se contemporaneamente non si affiancano agli interventi repressivi vere politiche sociali e culturali. La sicurezza urbana, infatti, non dipende soltanto dalla presenza delle forze dell’ordine, notoriamente sotto organico, ma anche dalla qualità degli spazi pubblici, dall’inclusione sociale e dalla vitalità economica dei quartieri.
Ma stiamo ben attenti a non parlare di Cornigliano come di un “quartiere pericoloso” perché sarebbe una ingiusta e immeritata generalizzazione perché all’interno di esso esistono aree e persone molto diverse tra loro mentre i problemi di sicurezza sono concentrati in specifiche strade o isolati ben noti e facilmente identificabili.
Se vedemmu
(copertina di Anza)
El Morisco
17/06/2026 at 10:20 AM
D’accordo.