AMT: NEXT STEP, USCIRE DALLA SCHIAVITU’ DEI MASSIMI SISTEMI E SCENDERE NELLA PRATICA.
E’ certo che i genovesi apprezzino gli sforzi della task force che guida le operazioni di salvataggio dell’azienda, purché il sesto venga gestito con competenza e autorevolezza. Ci sono stati passaggi impacciati tra i vari soggetti che gravitano attorno al servizio pubblico, in città e nelle valli del comprensorio, inutile negarlo, e la comunicazione sui “numeri” che continua a generare strascichi all’infinito poteva essere gestita forse un po’ maglio. Anche lo studio di una partnership con un attore immerso pesantemente nella mobilità genovese come le FS sarebbe dovuto essere pronto per azioni conseguenti. Ma qui la giunta ha scelto strade tortuose e non resta che vederne la fine, ma non si vede ancora qualcosa che possa rassicurare gli utenti del servizio pubblico nel lungo termine, la navigazione a vista pare al momento prevalere.
Poi ci si mette la Regione a guida Bucci a gettare sabbia negli ingranaggi lesinando finanziamenti con motivazioni sfacciatamente pretestuose ed insostenibili, fatto grave, un teatrino di cui Genova non aveva certo bisogno. Ma questo non dovrebbe far dimenticare di cosa si sta parlando, di un servizio pubblico necessario e strategico, fondamentale per la vita quotidiana di una città. Forse é arrivato il momento di fare domande alla Giunta Salis, che riassumo in una breve “progress report check list”, le risposte alla quale dovrebbero essere date con chiarezza e trasparenza, belle o brutte che siano, non imbonimenti fuorvianti, dichiarate tutte in un botto una volta tanto: A che punto sono:
1. il riassetto deli depositi.
2. le corsie preferenziali.
3. i semafori coordinati per facilitare il flusso dei bus sulle corsie preferenziali,
4. i piani di utilizzo del nodo ferroviario e l’integrazione del servizio FS-AMT.
5. il piano completo di utilizzo dei nuovi mezzi acquisti, bus fast charging e filobus elettrici.
6. i tempi di realizzazione degli Assi di Forza.
7. l’analisi delle fermate ridondanti troppo vicine da sopprimere per aumentare la velocità commerciale del servizio.
8. il riassetto della manutenzione (locali, organici, attrezzature).
9. la revisione delle regole di ingaggio del personale ed il contratto integrativo in base al nuovo assetto aziendale.
Ci sarebbe da chiedere molto altro, ma si rischia di scatenare cortine fumogene, meglio contenersi. Bisogna quindi raccordare i magheggi dei piani alti con la fame di notizie che utenti e città da un anno vede crescere senza avere nel piano neanche un cucchiaio di minestrone. Qualcuno dei media ha il coraggio di fare queste precise domande dalle quali è difficile scappare, a Salis, Terrile, Ferrante, Robotti? E tra questo poiker eccellente e illuminato ci sarà mai qualcuno capace di dirta tutta e subito? Chissà se questa possa essere la pietra miliare di un inizio di cambiamento di rotta nel rapporto Giunta-Cittadini..