La corretta gestione degli alberi e del verde urbano inteso come bene collettivo è un fondamentale traguardo da raggiungere per tutte le amministrazioni pubbliche e per i privati cittadini. Ecco perché la valletta rio S. Pietro, il più grande parco pubblico urbano, boschivo e naturale della città, quasi 12 ettari di polmone verde abbandonati all’incuria e al degrado amministrativo il giorno dopo la sua inaugurazione avvenuta nell’anno 2000, andrà identificata e salvaguardata dopo il suo restyling come una “infrastruttura naturale multifunzionale” in grado di svolgere svariate azioni di benessere per il nostro quartiere e per la città svolgendo gli importanti compiti di attenuazione termica, di lotta all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo; di creazione di “benessere urbano”, di mitigazione dell’impatto visivo, di compensazione delle attività di emissioni gassose e di polveri sottili, di creazione di microclimi in grado di influenzare positivamente lo stato termico di vaste estensioni di territorio, di benessere psicofisico per i cittadini, di lotta al dissesto idrogeologico con l’aumento della permeabilità dei terreni e di rifugio faunistico.
Il verde urbano è patrimonio collettivo che deve interagire con l’assetto urbanistico allo scopo di migliorare tutti gli stili di vita dei corniglianesi modificando l’immagine estetica di un territorio che sino a pochi anni fa sembrava irrimediabilmente compromesso.La presenza di vaste aree verdi come la valletta, se ben gestite, può avere un impatto molto positivo sul valore immobiliare degli edifici residenziali e sulla ricchezza dei singoli cittadini.
Essenziale quindi una gestione programmata e costante nel tempo del verde urbano che può avvenire solo tramite l’attuazione dei Regolamenti comunali del verde pubblico e privato e dei Piani del Verde che non devono limitarsi a meri annunci elettoralistici. La valletta non sarebbe nelle attuali condizioni di degrado e conseguente inagibilità per cui occorre spendere oggi oltre un milione di euro per la sua messa in sicurezza se fosse stata oggetto di quella manutenzione costante per svolgere la quale Aster è pagata, si parla di 60/70 mila euro l’anno, e che non ha svolto regolarmente.
La manutenzione periodica è un fattore importantissimo nella gestione del verde urbano. Essa deve essere effettuata nella giusta stagione con estrema professionalità da personale altamente qualificato e certificato che sia diretto da professionisti del settore dell’arboricoltura, della botanica e dell’arte dei giardini e non come accade in estemporanee condizioni emergenziali o peggio in conseguenza di infortuni mortali.
Se vedemmu
ilcornigiotto