Ancora molte sono le magagne che affiorano ogni giorno sulla pavimentazione viaria e pedonale di via Cornigliano appena rifatte. Alcuni “tapulli” di Aster hanno posto rimedio a situazioni di vero e proprio pericolo per auto e pedoni ma il risultato estetico è quello che tutti ben conosciamo ben lontano dal giustificare una spesa complessiva che supera gli otto milioni di euro. Alle numerose proteste dei residenti sui social segue il silenzio dell’amministrazione sulla questione mentre vengano fatti annunci di nuovi interventi oggi in corso come la rotonda su piazza Massena e su valletta Rio S. Pietro che tutti, incrociando le dita, ci auguriamo non seguano la stessa mala sorte.
Molti sono a chiedersi di chi siano le responsabilità di un lavoro così palesemente mal fatto. A detta della “fu” Giunta di Cdx le responsabilità sono da attribuirsi alla precedente Giunta di Csx che ne aveva curata la progettazione. A detta del Csx le responsabilità sarebbero dell’amministrazione di Cdx che, in sette anni di legislatura, non ha seguito lo svolgimento delle opere con la dovuta attenzione e competenza.
Questo rimpallo di responsabilità politiche non ci fa sperare in una soluzione a breve termine del problema che aumenta ogni giorno col traffico mentre nessuno parla del committente e di quelle che per legge sono le sue responsabilità.
Eppure il “committente” ricopre un ruolo centrale nel contesto dei lavori edili e di vari progetti contrattuali perché è il soggetto che commissiona un’opera o un servizio. Questi può essere una persona fisica, come un privato cittadino, oppure una persona giuridica, ad esempio un’azienda o un ente pubblico nel caso specifico è Società per Cornigliano SpA.
Il committente è in questo caso il soggetto pubblico che ha interesse alla realizzazione del progetto e deve pagare per i servizi resi da appaltatori, fornitori, consulenti, ecc..
Le responsabilità del committente sono molteplici e variano a seconda della natura del contratto e delle leggi vigenti pertanto, la figura del committente non si limita a finanziare il progetto e a predisporre la piattaforma appaltante e il bando di assegnazione, ma svolge un ruolo attivo nel garantire il buon esito dell’intera operazione.
Anche se può sembrare ovvio che chi tira fuori le “palanche”, specie se si tratta di soldi pubblici, deve vigilare che ne venga fatto buon uso, nel caso di via Cornigliano non si può certo dire che ci sia stato quel buon fine a regola d’arte rimasto in “quell’alta qualità degli interventi” prevista solo nelle carte dell’Accordo di programma e non (ahinoi) nella realtà.
Le domande che i corniglianesi contribuenti continuano a porsi sono:
Quando e come verrà definitivamente posto rimedio ai vari problemi su via Cornigliano?
Ci saranno altri costi per SPC oltre a quelli già subiti per le aiuole e i passaggi pedonali rifatti?
Ci sono responsabilità dell’impresa appaltatrice e/o eventuali contenziosi in corso?
Se vedemmu