In evidenza

Ancora con la balla del forno “ecologico” vicino alle case

C’è chi dice che in Italia esistono 34 forni elettrici “uguali” a quello previsto da Danieli a Cornigliano, e che inquinano poco, anche se vicini alle case.

Non è vero. Vediamo perché. Il forno elettrico a Cornigliano verrebbe collocato in piena zona urbana, a ridosso di scuole, abitazioni, parchi, ospedali.

In tutta Europa non esiste un solo impianto di queste dimensioni inserito in un tessuto residenziale così denso.

A parte Taranto, caso noto per l’emergenza sanitaria, nessun altro forno italiano di grandi dimensioni è così vicino alle persone.

E i “34 forni” allora?

Sì, in Italia ci sono impianti EAF, ma la maggior parte sono più piccoli, oppure diversi per tecnologia, collocati in aree industriali isolate.

A differenza del progetto previsto per Genova, non tagliano in due un quartiere, né si affacciano su scuole e condomìni.

Inquina meno… ma inquina. Un forno elettrico non è pulito. Anche i più moderni emettono particolato fine, metalli pesanti, IPA, diossine.

Studi scientifici hanno documentato emissioni significative anche in condizioni normali.

A Cornigliano si aggiungerebbero all’inquinamento già presente, in una zona classificata a rischio ambientale.

E in Europa?

Prendiamo esempi reali:

• Štore Steel (Slovenia): forno collocato in area industriale distante dalle case.

• ArcelorMittal Dunkerque (Francia): zona portuale, lontana dal centro abitato.

• Ovako (Svezia): zona logistica periferica.

Nessuno di questi impianti è piazzato nel cuore di un quartiere, come accadrebbe a Cornigliano.

Dire che “è normale” avere un forno così in mezzo alla città è una forzatura politica e industriale.

Genova ha già dato. Cornigliano merita salute, non fumo.

#NoFornoElettricoGenova#BastaInquinare#CorniglianoResiste

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti

To Top